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    31/10/2020

L’occhio sulla città/L’emergenza Covid-19 e lo squallido inizio di campagna elettorale

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita7_corso_ve.jpgAVELLINO – Dopo “Il giorno della civetta” è in arrivo “Il giorno dello sciacallo”. Lo sciacallo è un predatore appartenente alla specie dei “canidi lupini” che si nutre di piccoli animali ma soprattutto mangiatore di carogne, corpo di animale morto in stato di putrefazione, divenuto, nel linguaggio corrente, sinonimo, sciacallaggio appunto, di chi manifesta mancanza assoluta di scrupoli nella diffusione di notizie, indiscrezioni e giudizi volti a screditare o calunniare.

Ciò premesso, chi, in un momento come questo, si sarebbe mai sentito giustificato a rivendicare diritti disattesi o ancor più calpestati tanto da richiedere pronta giustizia? Giustizia rivendicata per punire chi eventualmente ha potuto sbagliare o per esigere un eventuale indennizzo o risarcimento per il male subito? In un contesto come quello che stiamo vivendo ritengo che entrambe non abbiano alcuna ragion d’essere: è come se in guerra fossi colpito da un proiettile vagante e pretendessi che qualcuno avrebbe dovuto provvedere ad impedirlo. Se responsabilità dovessero emergere ci sarà tempo e modo per valutarle senza che intervenga alcuna manovra di sciacallaggio. In guerra, come in ogni emergenza, è importante che tutto funzioni in massima efficienza utilizzando tutte le risorse disponibili sia umane che strumentali con la collaborazione di tutte  persone capaci.

Ed è in quest’ottica che tutto sembra essersi mosso come dovuto pur ipotizzando che si sarebbe potuto fare meglio o di aver potuto rischiare di fare peggio: uno sguardo agli altri Paesi potrà risultare utile a comprendere meglio. Se problemi specifici sono stati rilevati come per le Residenze sanitarie assistenziali le cause vanno ricercate nel dettaglio senza coinvolgere tutta l’organizzazione che definisce e dispone a prescindere.

Quando poi si cerca di vandalizzare con la forza manipolatrice della menzogna l’operato di chi, governando la nostra  Regione, profonde tutto l’impegno e le capacità sfruttando al meglio tutte le risorse a  disposizione a volte insufficienti per l’intero Paese, raggiungendo risultati spesso superiori alle aspettative per poi sentirsi dire che ciò è solo perché “il coronavirus del Sud” è più benevolo e si diffonde meno che altrove, è opportuno precisare che il dottor Silvio Brusaferro, consulente del governo per l’emergenza  e presidente  dell’Iss, il 12 marzo ha affermato che “al Sud i casi sono ancora limitati e se si agisce in un momento iniziale della curva epidemica si può intervenire in modo significativo. Ancora più cruciale, in tali aree, è dunque il rispetto delle misure”, come attentamente si è  cercato di far rispettare.

Ed ecco il richiamo al “Il giorno della civetta” quando Leonardo Sciascia fa esprimere  Don Mariano sulla umanità dividendola in cinque categorie: gli uomini, ormai pochissimi; i mezzi uomini pochi, ma di cui si sarebbe anche contentato; gli ominicchi che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi; i “piglianculo” che vanno diventando un esercito; infine i quaquaraqua che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere.

La gamma è vasta e la scelta pure e intanto ci prepariamo alle prossime elezioni regionali. Speriamo che la Pasqua appena trascorsa riesca a farci diventare più buoni e onesti con noi stessi, e non attendere che il coronavirus, in grado di fermare il mondo, ci scavalchi del tutto.

Ora, visto il giusto permanere del periodo di lockdown oltre alla concomitanza di un giorno di festa, sabato 25 aprile,  festa della Liberazione nazionale,  l’occhio sulla città si concede una settimana di  riposo e vi dà appuntamento a sabato due maggio, sperando che possa riferirvi e commentare qualche bella notizia

 

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