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    04/08/2020

L’occhio sulla città/Un’occasione unica e irripetibile

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita3_p.za_f._sullo.jpgAVELLINO – Quelli appena trascorsi sono stati sessanta giorni in cui c’era l’obbligo di restare in casa, una quarantena che anche chi scrive ha osservato scrupolosamente. A quanto si apprende poco o nulla dovrà cambiare nemmeno con la fase due iniziata lo scorso lunedì: tutto è rimesso al buon senso ed alla responsabilità individuale. E dunque dal nostro occhio, che per vocazione racconta osservando, non potranno ancora esserci grandi sguardi di novità. È questa la ragione per cui vorremo augurarci che, in un futuro non lontano, quando ci sarà restituita piena libertà, potremo raccontarvi di una città migliore di come l’avevamo lasciata.

Il sindaco è il primo cittadino ed è portato, per dovere di mandato, a fare cose concrete nell’interesse della comunità che rappresenta. Questa per i nostri amministratori può essere stata e può ancora essere un’occasione unica e irripetibile: hanno avuto  tutta la città a disposizione, ferma, libera, sgombra, un contesto ideale per potersi occupare di tutte quelle piccole grandi cose di cui Avellino ha bisogno.

Avrà avuto cura il fontaniere in Piazza Libertà a regolare il getto delle fontane centrali e quello delle fontane laterali restituendo, in collaborazione con gli addetti alla manutenzione, quel decoro che anche il sudiciume accumulato aveva oltraggiato? Il famigerato “cubo della discordia” sarà stato messo finalmente in condizione di assolvere al ruolo per cui è stato ideato? Avrà provveduto il giardiniere a  curare ciò che è rimasto delle aiuole e degli alberi di via Verdi, i cui rami, ricordo, senza il tempo d’annunciarsi, erano ormai entrati negli uffici dell’Agenzia delle entrate? I marciapiedi sono rimasti sempre dissestati, stretti o maldestramente rattoppati? Hanno qualche nuovo scivolo costruito ad arte in entrata quanto in uscita? È  migliorata l’illuminazione in quelle zone particolarmente insidiose della città, già peraltro più volte segnalate, come il tratto di strada che da Piazzale Amedeo Guarino va a congiungersi con vicolo Giardinetto, o via Dante o tante altre che ora sfuggono? Si sarà provveduto al doveroso rifacimento del manto stradale in almeno alcune delle tante strade dissestate della città come, ad esempio, in Piazza d’Armi, via Cristoforo Colombo, via  Costantino Preziosi e tante altre ancora? Si sarà provveduto alla doverosa cura del salotto buono della città nonché di tutte le aree verdi: ville, parchi, viali, aiuole? Si provvederà, visto il particolare momento che stiamo vivendo, ad una capillare disinfezione delle strade del capoluogo magari programmandola con cadenza bisettimanale?

Solo qualche esempio d’attenzione ma sufficiente a sperare che qualcosa sia cambiato e che non si sia perso ulteriore tempo inutilmente. Sì, perché problemi e criticità ben più seri, complessi e impegnativi si dovranno inesorabilmente affrontare ed è lì che si misurerà la capacità e l’efficienza dell’agire  dell’intera amministrazione Festa.

Si pensi solo per esempio a  Piazza Macello: ormai liberata, come sembra, dallo stazionamento dei bus, la sua futura destinazione, occupando una zona così centrale della città, merita particolare attenzione, tale da esigere di essere affidata a persone esperte, competenti e capaci (non ci riferiamo certo a Renzo Piano) in grado di formulare ipotesi di progetto innovative e funzionali, magari, poi, da sottoporre anche al giudizio e alla scelta dei cittadini .

Il sindaco Festa ha  avuto ed ha l’occasione di organizzare una “nuova inaspettata normalità”, può contribuire a permeare il suo agire amministrativo di un nuovo rigore trasformando l’evento epocale di una pandemia e di una crisi mondiale in una sua grande opportunità: convincere una pur buona parte di cittadini ancora scettici.

 

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