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    12/07/2020

L’occhio sulla città/Finalmente addio ai buchi neri?

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_torre_orologio.jpgAVELLINO – Pur mantenendo inalterati i sentimenti di profondo sgomento di fronte all’insipienza di chi è chiamato ad assumere responsabilità e/o decisioni sul capoluogo, questa settimana vogliamo sforzarci di provare a guardare in positivo: a quanto si apprende da fonti di Piazza del Popolo sarebbe alle viste  un articolato  piano di riqualificazione edilizia per l’intera città. Da un lato la programmazione di opere nel breve periodo con un attento lavoro di restyling e di messa in sicurezza degli edifici scolastici, dall’altro c’è l’obiettivo di guarire definitivamente la ferita dei buchi neri in città, aperta ormai da quarant’anni.

Nucleo del progetto è un tavolo permanente, istituito dal sindaco Festa, con tutti gli ordini  professionali e gran parte del mondo produttivo,  da Confindustria alla Camera di Commercio. Tra le personalità di spicco scelte, e dunque chiamate a farne parte, ci fa piacere menzionare Simona Montesarchio, direttore generale del ministero dell’Istruzione, Filomena Chirico, capo dell’unità Analisi economiche e regolazione della direzione generale per la ricerca della Commissione Europa, Giuseppe Paolisso rettore dell’Università Vanvitelli di Napoli, Gerardo Capozza consigliere per il Mezzogiorno del premier Conte. Dalla loro presenza non potrebbero che scaturire preziosi consigli, suggerimenti e proposte: staremo a vedere.

Un progetto ambizioso attraverso il quale, dichiara il primo cittadino, “Avellino si prepara ad  essere riferimento anche per gli altri Comuni d’Irpinia”. In concreto si partirà dagli edifici scolastici, anche in previsione dell’auspicabile riapertura di settembre e del ritorno alle lezioni in presenza. Si verificherà, dapprima, la presenza sul territorio di strutture già riqualificate e/o che necessitano di piccoli interventi di manutenzione ordinaria e poi, eventualmente, la necessità di intervento su ulteriori plessi.

L’amministrazione, inoltre, fa sapere di essere già pronta a far ripartire i cantieri iniziati e poi bloccati a causa dell’emergenza coronavirus. Da Rione Parco a Borgo Ferrovia, a Picarelli. Ma non solo: ulteriori rassicurazioni giungono sulla possibilità di poter soddisfare eventuali altre esigenze di  ampliamento o anche ricostruzione, nonché sull’abbattimento dei vecchi prefabbricati pesanti ancora presenti in città. Il tutto sarà in capo agli ordini professionali, che sovrintenderanno al complesso della parte progettuale. È utile sottolineare, inoltre, come gli “strumenti  economici” verranno dal Decreto Rilancio, di recente approvato da Palazzo Chigi, a partire proprio “dal sisma bonus e dall’eco bonus”.

In quest’ottica, si innesta la fase più delicata dell’intero progetto: i buchi neri. Ecco quanto ha dichiarato  nel merito il primo cittadino: “Ci siamo dati l’obiettivo di cancellare una volta per tutte i segni del post terremoto dal capoluogo, è un pugno nell’occhio passeggiare per la città e notare quegli scheletri lungo Corso Vittorio Emanuele, viale dei Platani, via Piave o via Tedesco. Oggi  abbiamo l’opportunità di metterci definitivamente alle spalle il periodo più buio della nostra storia., abbiamo gli strumenti e le potenzialità economiche per mettere in piedi un grande piano di riqualificazione.”

Impegno ambizioso, visto anche il permanere di complessi contenziosi con i privati sui quali, però, le diverse parti in causa si dichiarano più che fiduciose. Si rende noto inoltre che l’intera parte relativa alla programmazione sarà in capo al Comune, mentre la progettazione sarà interamente in capo agli ordini professionali.

Come si ricorderà,  questa rubrica ha fatto oggetto di più di un suo sguardo proprio il tema dei buchi neri e, dunque, di fronte ad una tale prospettiva di risoluzione, non può che esprimere viva soddisfazione e compiacimento. Non sarà sfuggito altresì come, tra le nostre proposte, c’è sempre stata anche quella di stilare un piano di garanzia sui tempi di consegna dei vari cantieri o l’invito allo stesso sindaco,  dove necessario, ad intervenire  “motu proprio” o  d’imperio.

Sarebbe l’opportunità più concreta, per quest’ammirazione, per misurarsi finalmente  con la prova dei fatti. Staremo a vedere.

Intanto,  proprio nell’ottica del “ dialogo fruttuoso” ,avviato con i privati  e dunque quasi a integrazione di quanto appena auspicato, apprendiamo con soddisfazione dell’avvio dei lavori al cantiere di Palazzo Genovese in Viale Dei Platani.

Un’altra “ svolta epocale”, infine, sarà rappresentata dall’acquisizione a patrimonio comunale della Torre dell’orologio, monumento simbolo della nostra città, attualmente di proprietà del demanio. Nel merito ci risulta che, comunque, la Torre dell’orologio sia già patrimonio dell’intera comunità proprio perché di proprietà del demanio, dello Stato e, dunque, nell’occasione, l’amministrazione comunale parte da una non poco invidiabile posizione di vantaggio non dovendo profondere forse nessuno sforzo.

Insomma, a sentire il sindaco Festa, “le  premesse per tornare a pensare in grande ci sono tutte” ma ci chiediamo: può bastare soltanto questo per una reale e concreta ripartenza? Quali i piani di futuro sviluppo per la città? Noi, dal nostro canto, continueremo come da prassi ormai consolidata ad osservare  l’evoluzione degli eventi anche alla luce delle delicate vicende che hanno coinvolto ed ancora coinvolgono il governo cittadino, garantendo la giusta attenzione con la sobrietà e la pacatezza nei toni che deve esserci propria.

*  *  *

L’occhio sulla città si unisce al cordoglio dell’intera comunità per la scomparsa di Augusta Capone, moglie del compianto Antonio Aurigemma, già sindaco del capoluogo, ed esprime un pensiero d’affetto per essere vicino al dolore dei figli Pinella e Martino e dei familiari tutti.

 

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