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    21/10/2020

L’occhio sulla città/Le ragioni di una vittoria

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Vincenzo De LucaAVELLINO – Come già anticipato la scorsa settimana, questo sabato il nostro occhio si concede alcune considerazioni sul dopo voto. La consultazione elettorale che da poco è alle spalle lascia scolpito un dato incontrovertibile: i primi veri vincitori sono i cittadini italiani, campani ed in larga misura avellinesi che, nonostante tutto, nonostante un tempo sospeso in cui predomina la paura, hanno scelto di scegliere, hanno scelto di voler contare, dimostrando rinnovato slancio verso la partecipazione attiva a tale esercizio di democrazia.

Da qui, è venuta, rafforzata, la volontà della Campania di proseguire nel solco della continuità, della trasparenza e della concretezza: le ragioni della netta affermazione del governatore uscente Vincenzo De Luca sono anche, ma non solo, da ricercare nella determinazione intransigente con cui ha affrontato l’emergenza sanitaria, mostrando maggior piglio persino dello stesso governo nazionale, rivendicando l’orgoglio di essere campani e meridionali. Insomma si è iniziato a dare sostanza a quel “modello Campania” la cui efficacia è ormai ampiamente riconosciuta e che dovrà trovare definitivo senso compiuto nei prossimi cinque anni.

Tanto è stato fatto, certo, ma tanto c’è ancora da fare: un esempio per le grandi opere ci viene da pensare “alla bonifica ed alla realizzazione del progetto Bagnoli”, fulcro del programma di questa amministrazione regionale che, ne siamo certi, presto vedrà la luce; un esempio per il quotidiano ci viene da pensare ad un interessamento diretto e risolutivo  del governatore alla  vicenda del mercato bisettimanale della nostra città che, ogni giorno di più, assume i contorni di un ennesimo mistero buffo. “Per aspera ad astra”, dicevano gli antichi. È un augurio che rivolgiamo al governatore con la speranza che le tante stelle un giorno possano brillare anche per noi.

Ora, un accenno alle modifiche costituzionali concernenti il taglio del numero dei parlamentari. Ebbene, l’esito della consultazione referendaria ci ha consegnato presupposti che sono andati ben al di là delle reali motivazioni addotte: risparmio economico, numero di membri in linea con gli altri “Parlamenti d’Europa”.

Se alla vittoria schiacciante del Sì avrà probabilmente contribuito una buona parte di coloro che considerano i parlamentari una genia da rifuggire (e la storia, ahi noi, ci rimanda a episodi comunque riprovevoli), se i sostenitori del No hanno comunque addotto ragioni meritevoli d’attenzione, come una eventuale possibile disparità di rappresentanza territoriale in ambito parlamentare soprattutto nel Mezzogiorno, oggi entrambi potranno auspicare  una riforma elettorale legittima ed ineludibile che tenga conto di entrambe le problematiche prevalenti, la riduzione del numero dei parlamentari e la garanzia della rappresentanza territoriale varando leggi che, peraltro, prediligano ed impongano personalità selezionate e coscienti dell’alto compito che andranno ad assolvere

Un dato emerge comunque incontrovertibile: la vittoria del Sì ha, nei fatti, assicurato garanzia di stabilità al governo nazionale che, oggettivamente, in un momento delicato come quello che viviamo, appare come  l’unico possibile.

 

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