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    21/10/2020

L’occhio sulla città/Una città che spera ancora

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_torre_orologio.jpgAVELLINO – Questa settimana il nostro occhio sente innanzitutto di voler porgere sinceri auguri di buon lavoro al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ai consiglieri eletti ed alla nuova giunta varata lo scorso lunedì. Una giunta snella e quasi tutta tecnica, nominata nel solco della precedente, con pochissime novità, che preferiamo giudicare nel tempo, certo, ma che saprà senza dubbio, portare giovamento all’intera Irpinia ed  anche alla nostra città.

Sulla scorta di quanto auspicato la scorsa settimana, ancora un esempio sulle grandi opere: ci viene da pensare al completamento dell’elettrificazione della linea ferroviaria Avellino-Salerno- Benevento i cui lavori, al momento, sembrano essere bloccati al tratto salernitano della ferrovia ma che, vista la propensione all’attivismo concreto di questa amministrazione regionale, ne siamo certi, presto  verrà finalmente completata e finalmente resa fruibile.

Accanto a questo avremmo voluto raccontarvi di una città risvegliata dal torpore, avremmo voluto raccontarvi di certezze sul futuro della Dogana (che, a quanto si apprende, allo stato  rischierebbe di perdere i fondi regionali ed europei che le consentirebbero di rinascere), del Centro per l’autismo di Valle, dell’autostazione, dell’ex Eliseo, del Mercatone; avremmo voluto raccontarvi di una soluzione finalmente definitiva per la vicenda del mercato bisettimanale della città; insomma, avremmo voluto raccontarvi di un “pittore che smettendo di concentrarsi solo sui contorni,  approfondisse, dedicandosene fattivamente , anche il nucleo della sua tela”.

Sì, avremmo voluto fare tutto questo ma... il nostro sindaco sembra più favorevolmente interessato a distrarsi in festeggiamenti per obiettivi personali raggiunti o, ricordiamo, a partecipare ad adunanze a dir poco inopportune con, a volte, persino risonanza nazionale, e barattare questi ed altri atteggiamenti con la semplice goliardia o chissà cos’altro. Ma questa non è la nostra Avellino.

La città ha bisogno di essere amministrata, ha bisogno di risposte chiare, nette, efficaci e soprattutto rapide, volte a fronteggiare e risolvere le tante istanze di cui è portatrice. Attendiamo, pertanto, ancora questa amministrazione alla prova dei fatti e non solo delle tante parole.

Intanto, come qualche mese fa torniamo a ribadire che l’Avellino che ci piace ricordare e far ricordare è l’Avellino di Adolfo Tino, Guido Dorso, Fiorentino Sullo,  Carlo Muscetta. Ecco ancora affiorare la nostalgia se pensi agli anni da sindaco di Antonio Aurigemma, di Massimo Preziosi, di Enzo Venezia, di Tonino Di Nunno. Nostalgia che si fa ricordo vivo se penso ad un amico, a Tonino appunto, che mi e stato vicino per un tratto di strada verso questa professione. Se penso che c’era chi diventato sindaco non ballò né cantò, c’era chi da sindaco sapeva ascoltare, c’era chi parlava ai giovani senza proclami, senza vanto, per dar loro consigli, per dar loro un futuro.

C’era  chi sapeva che per ben amministrare si rispettano le leggi, si insegue il dialogo istituzionale,    si dimostra capacità di mediazione nell’esclusivo interesse della città e della propria comunità. C’era chi aveva sognato davvero una città più  bella , più verde: “una città giardino”. C’era, perché purtroppo non c’è più.

 

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