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    24/11/2020

L’occhio sulla città/Illuminazione delle strade e risparmio energetico

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_irpiniastret2.jpgAVELLINO – Il nostro occhio questa settimana chiede “luce sulla città”, concentrando la sua attenzione sulla scarsa o inadeguata illuminazione di troppe vie, strade e piazze del capoluogo. Stendiamo un velo pietoso su quella di Corso Vittorio Emanuele per la quale, pur conservando le storiche pastorali, con un’avventata decisione che ancor oggi stentiamo a comprendere, si è deliberato di dismettere le bellissime storiche  sfere. Ci chiediamo: non sarebbe stato meglio, pur nella piena osservanza delle norme europee che obbligano all’uso di fonti di luce a risparmio energetico,  limitarsi alla sola sostituzione della lampadina all’interno delle sfere preservando così l’immagine, il decoro e la storia del Corso?

Proseguendo, invitiamo i nostri amministratori o chi di dovere a percorre via Dante soprattutto in ora tarda quando le luci delle vetrine (sempre più unica fonte di luce alternativa) ormai spente suggeriscono di munirsi di una torcia per non incorrere in possibili spiacevoli inconvenienti o altre  “insidie nascoste”. Si intervenga, perciò, adeguatamente“prima che sia troppo tardi molto presto”.

Ancora, vi sarà sicuramente capitato di percorrere il tratto di strada che da piazzale Amedeo Guarino va a congiungersi con vicolo Giardinetto: avvolto da una completa oscurità, basterebbe davvero poco per riparare al permanere di una tale  situazione di precarietà,  basterebbe provvedere ad una pubblica illuminazione e rimediare così ad una doverosa necessità.

Ci viene da pensare poi ad uno “strano pizzino” che, questa settimana, come già qualche tempo fa, è giunto alla nostra rubrica con su scritto “per favore non soffocatemi”.

Ebbene oggi come allora, dopo un attento e minuzioso lavoro di verifica abbiamo appurato che non si trattava di un adolescente stizzito perché oppresso dai genitori bensì della reazione di uno dei lampioni della struttura in corten di  Piazza Kennedy- Parco Antonio Di Nunno.

Ci è bastato fare una passeggiata nella zona per costatare quanto il povero lampione e quelli che hanno avuto la fortuna di rimanere accesi continuino ad aver ragione: la loro funzione, infatti, continua ad essere offuscata dal ricadere delle foglie che adornano la struttura. La richiesta dei lampioni a noi continua a sembrare legittima ed esaudirla una volta per tutte non ci sembra impresa ardua: in fondo chiedono solo di mantenere la loro vocazione a “ vivere ed illuminare” in condizioni di massima efficienza possibile. Potrebbe bastare soltanto direzionare meglio la loro luce, allungandone il braccio, potenziarne l’intensità o ancor più semplicemente sfrondare di quanto si ritenga necessario il fogliame che li soffoca. Sicuri che la richiesta d’aiuto del lampione e dei suoi “amici” non resterà inascoltata, anzi sarà presto esaudita,  attendiamo con  fiducia.

Spostandoci poi dal centro, imboccando strade meno frequentate, riscontriamo una situazione non dissimile: pensiamo, ad esempio, alla scarsa o inadeguata illuminazione di via Trinità, via Colombo, Piazza d’Armi. Ebbene, percorrendo le strade appena menzionate si ha la strana e spiacevole sensazione di volersi “accontentare”. Ora, anche se acquistare lampadine ad alto risparmio energetico e ad alta efficienza luminosa avrà un suo costo maggiore, il risparmio economico per le casse comunali sarà ben presto evidente e capace di ammortizzare rapidamente la spesa iniziale. Invitiamo a riflettere. A contrappunto di quanto appena affermato, non possiamo che plaudire all’illuminazione di via Verdi che ha potuto beneficiare di quella progettata per magnificare il maestoso complesso del carcere borbonico.

Solo alcuni esempi e riflessioni ma sufficienti a capire che il problema esiste e va affrontato con soluzioni adeguate. Perciò,  in un’epoca in cui “l’abitudine abbassa lo sguardo” auspicheremmo che il nostro sindaco, piuttosto che profondersi in continue, reboanti dichiarazioni forse anche un po’ azzardate, inizi a dimostrare prima di tutto la giusta attenzione verso l’ordinario, magari partendo proprio da un’oculata gestione della manutenzione e della opere pubbliche.

Potrà essere per lui, lo ripetiamo, una buona occasione per accrescere o recuperare credibilità.

 

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