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    22/01/2021

L’occhio sulla città/Ti (ri)conosco mascherina

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_la_statua_di_carlo_ii_dasburgo_e_la_torre_dellorologio.jpgAVELLINO – Questo triste periodo di pandemia ci trova spettatori consapevoli di uno spettacolo quasi apocalittico, pazienti nel rispetto di quelle poche libertà concesse, nella speranza che tutto possa finire al più presto convinti però che non tutto sarà più come prima. Inutile elencare le tante, gravose privazioni e condizioni che ci vengono imposte, ma anche in questo frangente, per gli amanti del mezzo pieno, è possibile far emergere e cogliere aspetti, se non proprio positivi, almeno bizzarri.

La mascherina, questo antiestetico oggetto imposto a difesa della integrità delle nostre vie aeree con l’obbligatorietà categorica ad indossarla senza alternative, ebbene, anche la mascherina, vista da una prospettiva alternativa può assumere un interesse inaspettato. Incontrarsi per strada e sentirsi salutare senza riconoscersi è un momento di scherzoso imbarazzo da risolvere con un semplice invito ad abbassare per un istante la mascherina.

Ben diverso è invece incrociare una bella donna sconosciuta con mascherina: a quella cura della fisicità invadente che spiazza ed insieme distrae confondendo le idee attraendo l’attenzione si aggiunge l’intrigante protezione della mascherina che lascia liberi alla vista soltanto gli occhi e, alla fantasia, un volto tutto da scoprire in armonia con l’attrazione di tanta attenzione. Un invito all’immaginazione anche quando, spesso, peraltro  l’immaginazione ha ben poco da ricercare:  esercizio del tutto innocente, tentativo di sdrammatizzare l’angosciante sensazione di essere circondati da personaggi  del tutto uguali, senza un volto o un’identità .

Ben più facile sarebbe analizzare il mezzo vuoto del bicchiere tante sono le privazioni che ci vengono necessariamente imposte in questo frangente: su tutte, la libertà, l’arbitrio di scegliere, in autonomia, della propria vita. La nostra generazione ha avuto il privilegio di conoscere la libertà corretta solo dagli impegni del vivere civile in comunità, e non conosce privazioni: potrà questo forse essere il momento per conoscerne la preziosità e comprendere perché un tempo qualcuno ebbe a dire “...libertà va cercando, ch’è si cara, come sa chi per lei vita rifiuta”.

Una breve digressione dai problemi, pure tanti, che affliggono la nostra città: presto ne torneremo a parlare, ma il momento che stiamo vivendo finisce col toglierci buona parte della nostra serenità e ci  invita alla concretezza della cose che contano.

 

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