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    22/01/2021

L’occhio sulla città/Ma è sempre Natale

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura6_occhio.jpgAVELLINO – Il Natale 2020 sarà ricordato come un Natale particolare, diverso, come un Natale “di guerra”. Una guerra senza armi, certo, ma con l’obiettivo di essere uniti per combattere un  invisibile nemico comune, il virus venuto dall’oriente. Un virus subdolo che decide quando e se sfiorarti, quando e se colpirti, legarti per un po’ e poi slegarti o addirittura ucciderti.

Viviamo lo strano paradosso per cui le restrizioni imposte, prima tanto avversate perché troppo restrittive a limitare la nostra libertà, ora invece sono invocate perché applicate a tutela e salvaguardia della salute propria e degli altri. Sarà un Natale in cui le nostre strade, le nostre piazze dovranno rimanere vuote, si dovrà rinunciare alla frenesia da consumismo sfrenato, a quei veglioni luculliani la cui unica attesa era assaporare la bontà dei piatti.

È vero, per quest’anno dovremo rinunciare anche al piacere della condivisione ma di sicuro avremo l’opportunità di provare a rafforzare la geografia degli affetti: sì, perché nonostante tutto questo Natale, in cui persino Gesù Bambino dovrà nascere qualche ora prima (tra le  19 e le 20), sarà un Natale più intenso, più vero, più autentico, in fondo è sempre Natale e forse, sarà  Natale di più...

Questo, poi, potrà essere anche il momento per farci rapire dall’odore e del fruscio delle pagine di un buon libro e dai mondi che esso dischiude; così da provare a liberarsi da pensieri negativi, nefasti e sorridere comunque sempre alla vita e  “aspettare senza avere paura domani”.

Per chi, invece, vorrà restare con i piedi ben piantati a terra potrà esserci la nostra rubrica: entrata nel sesto anno di vita, l’occhio sulla città, ora in parte raccolta anche in un volume, nasce dalla volontà di offrire a voi lettori de “L’Irpinia” un antidoto all’assuefazione ed allo status quo ma anche e soprattutto dall’amore per la nostra città. È proprio questa raccolta di sguardi rapidi diretti e snelli che, oltre a raccontare e far riflettere su quelle piccole-grandi cose di cui Avellino ha bisogno, potrà esservi di compagnia in queste giornate comunque particolari ed essere d’aiuto ai nostri amministratori  per migliorare la fruibilità e la vivibilità del capoluogo e, nel contempo, un invito a tutti ad essere più di quello che si è ora.

Ci si potrà sorprendere, si potrà sorridere e si potrà anche mugugnare: sì, perché non sarà difficile accorgersi che, a fronte del pur cospicuo numero di articoli raccolti nel volume (150) e quelli pubblicati online, ad oggi 262, ahi noi il numero dei grazie che abbiamo avuto occasione di “ricambiare”, risulta ancora minore rispetto ai “vedremo” per quanto dovrà ancora accadere. Ma tant’è.

Ci piace continuare a coltivare la speranza che anche grazie a noi, a questo nostro lavoro di sguardi settimanali, qualcosa possa cambiare davvero. Perché guardando l’orizzonte l’occhio vede il futuro, quella linea sempre valicabile che non ha bisogno di passaporti ma solo di una bella dose di ottimismo. Buona lettura! Quando tutto sarà finito riscopriremo il valore del confronto, dei rapporti umani e i nostri abbracci, le nostre strette di mano, saranno più ricche di significato e d’affetto.

*  *  *

A margine un sincero ad affettuoso augurio a tutti voi lettori per un sereno Natale ed un felice inizio d’anno nuovo. L’occhio sulla città si concederà un breve periodo di riposo: i nostri sguardi ritorneranno sabato 16 gennaio.

 

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