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    27/09/2022

L’occhio sulla città/Il pericoloso sonno della ragione

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica_montecitorio_laula.jpgAVELLINO – Dopo una breve pausa estiva torna l’occhio sulla città ed allunga il suo sguardo al prossimo appuntamento elettorale, nazionale certo, ma che coinvolge un diritto-dovere e la coscienza civica di ognuno.

Com’è noto, il prossimo venticinque settembre saremo chiamati, attraverso il voto, a rinnovare i rappresentanti di Camera e Senato. Un Parlamento, quello che si dischiuderà ai nostri occhi,  profondamente rinnovato nei numeri: infatti, dalla prossima legislatura Palazzo Madama accoglierà 200 senatori, ai quali si aggiungono i 5 senatori a vita, mentre Montecitorio accoglierà 400 deputati, per un totale di 605 parlamentari. Ad oggi il numero dei senatori è di 315 e quello dei deputati è di 630 per un totale di 945 parlamentari.

La politica non è rissa, non è divisione, non è  farsi la guerra, non è disistima, non è denigrazione dell’avversario, è partecipazione, è sana competizione. Ma è o dovrebbe essere soprattutto un’idea del collettivo che implicitamente diviene poi un’idea di Paese.

Pertanto non lasciamoci prendere dall’egoismo della tentazione all’astensione, pur forte in alcuni, forse anche per l’inedita novità di “elezioni balneari”, ma mai come in questo momento ci si risvegli dal sonno della ragione: perché un semplice prendere le distanze non può bastare, una “fuga immobile”, con l’illusione di poter delegare  ad altri, non è più possibile, anzi essa rappresenterebbe una scelta immorale, un disimpegno colpevole.

Solo cogliendo l’importanza di prendere parte con il voto permetteremo alla politica di sostanziarsi, di contribuire  fattivamente alla risoluzione dei problemi e soprattutto di non crearne di nuovi: ecco “l’arte del possibile”.

Decidiamo di voler contare, dunque, sarà questa l’unica maniera per non continuare ad essere professionisti del diritto ma dilettanti del dovere, per poter finalmente avere a buon diritto la possibilità di obiezione e critica costruttiva, insita nel nostro essere cittadini elettori.

Una necessità, questa, che ci auguriamo possa essere avvertita come preminente e predominante  soprattutto dalle nuove generazioni, potenziale futura classe dirigente, e dall’intero Mezzogiorno, area del Paese storicamente ed oggettivamente con un ruolo centrale, se non addirittura determinante, all’esito elettorale.

Per tutto questo, attraverso  l’umiltà  dell’intelligenza propria della coscienza di ognuno di noi, sentiamo di augurare e di auguraci buon voto! In fondo è proprio con un pacato invito ad un’intima ed attenta meditazione, quale vuol essere il nostro, che si frondeggerà ed eviterà, speriamo, il rischio di veder in qualche modo messo in discussione un assetto costituzionale che, avendoci consegnato il  parlamentarismo, non può appunto prescindere dal valore della centralità del Parlamento.

 

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