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    19/04/2026

L’occhio sulla città/Avellino tra falsa partenza e rivoluzione semplice

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Raffaele Biancolino e Angelo Antonio D'AgostinoAVELLINO – L’occhio sulla città di questa settimana guarda al calcio. In considerazione delle ottime premesse consegnateci in sede di calciomercato, avremmo voluto e forse dovuto raccontarvi di un inizio di stagione positivo, brillante e con ben altre aspettative. Invece no! Siamo costretti a raccontarvi di un’ennesima falsa partenza e di un’ennesima rivoluzione, forse tanto inevitabile quanto necessaria. L’Avellino, infatti, dopo cinque giornate, ha dovuto  ancora iscriversi a soggetto di quella legge non scritta del calcio per la quale “quando non vinci a pagare è sempre l’allenatore”.

La nostra cercherà di essere, come sempre un’analisi lucida ed obiettiva. Vogliamo essere chiari sin da subito: abbiamo apprezzato la linea del silenzio adottata dalla società per non farsi travolgere dall’onda emotiva del momento e poter così assumere scelte e decisioni meditate e ben ponderate, come pure avevamo apprezzato e condiviso la scelta di confermare ad inizio stagione tanto mister Pazienza quanto il responsabile dell’area tecnica Giorgio Perinetti e il direttore sportivo Luigi Condò: a loro merito l’aver condotto l’Avellino a disputare la semifinale playoff  contro il Vicenza.

La nostra si è dimostrata “una dirigenza al servizio dell’allenatore” evitando eventuali possibili alibi e allestendo, a nostro avviso, una squadra forte, ben costruita e strutturata per occupare posizioni di vertice.

Lungi dall’aspettarsi il “bel calcio” ad inizio campionato, ma dopo cinque giornate sarebbe stato lecito poter osservare maggior concretezza e qualche idea di gioco in più. La legittima delusione ha lasciato spazio alla voglia di pronto riscatto, nell’unica maniera possibile, con l’esonero di mister Pazienza e dell’intera area tecnica e la conseguente  scelta della “soluzione interna”, affidando la guida della prima squadra a mister Raffaele Biancolino, promosso dalla Primavera.

Dai commenti degli sportivi e dei colleghi giornalisti c’è apprezzamento quasi unanime per quanto accaduto, apprezzamento al quale sentiamo di unirci, almeno rispetto alla scelta dell’esonero del tecnico: permane in noi una qualche perplessità in più, invece, rispetto all’allontanamento del responsabile dell’area tecnica  Giorgio Perinetti e del direttore sportivo Luigi Condò.

A mister Pazienza si imputa di aver perso il polso dello spogliatoio ed “una qualche debolezza” all’intero dello stesso. Il brio e la continuità di risultati che proprio l’arrivo di mister Pazienza sembrava aver garantito, si sono improvvisamente perduti, sono insomma progressivamente svaniti  principi di gioco che pure apparivano ben collaudati e recepiti.

Se ci chiedeste di descrivere l’Avellino delle prime cinque giornate di campionato, vi risponderemmo senza esitare di aver osservato una squadra senz’anima. La conferenza stampa di presentazione del nuovo corso biancoverde, tenutasi lo scorso sabato, ci ha consegnato l’onestà e l’ottimismo di un presidente D’Agostino, che non solo non arretra rispetto all’obiettivo stagionale ma che, anzi, respinge con veemenza ogni ipotesi o percezione di ridimensionamento delle ambizioni del suo Avellino.

Per le ragioni appena espresse, il pragmatismo e la conoscenza della piazza, dell’ambiente e di molti elementi della rosa attuale, uniti al coraggio ed al principio della meritocrazia nelle scelte dimostrati da mister Biancolino, crediamo, potranno rappresentare l’inizio della rinascita.

Per la verità, il nuovo  Avellino sbocciato a Torre del Greco e che con il Foggia ha trovato i primi tre punti stagionali, lo scorso lunedì nella brillante e convincete vittoria in casa del Crotone, è  uscito dal guscio ed ha mostrato tutto il suo valore ed il suo potenziale, segno che, forse,  la squadra costruita da Perinetti e Condò non era poi così scarsa…

Lunedì sera, in diretta nazionale si è ammirato  un Avellino che gioca da squadra, che si diverte e che fa divertire, perché finalmente libero di testa e di gambe. A favorire tutto questo, probabilmente anche un modulo di  partenza, il 3-4-1-2, evidentemente più funzionale alle caratteristiche degli elementi in rosa.

Insomma, tutto è al proprio posto, tutti i calciatori sono nei ruoli a loro più congeniali, insomma bastava davvero poco ed oggi  poco ha il senso del tutto e dà senso al tutto. La società ha investito regalandoci una squadra di gran livello, poi ha battuto un colpo con l’auspicata inversione di tendenza: si volta pagina, si inizia a scrivere un nuovo capitolo della nostra storia. A mister Biancolino il compito di continuare a motivare il suo gruppo e, attraverso la sua “rivoluzione  semplice”,  condurci alla conquista dell’obiettivo stagionale, di cui tutti siamo ben consci, ma che scaramanticamente ora preferiamo non palesare e menzionare. Viva il lupo sempre e buon lavoro mister Biancolino.

 

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