AVELLINO – Dopo una pausa di circa quindici giorni un po’ rigenerante, un po’ di riflessione, torna l’occhio sulla città e, ricordando un vecchio adagio, vale a dire l’Epifania tutte le feste porta via, proverà a fare un bilancio delle festività che ci siamo appena lasciati alle spalle.
Ebbene, è bastato fare una passeggiata in città per godere di un’illuminazione sobria ma d’atmosfera, per accorgersi che la gente, i turisti hanno affollato entusiasti le nostre strade e le nostre piazze. Piacevole anche la musica in diffusione lungo Corso Vittorio Emanuele su cui, come si ricorderà, in passato, avemmo ad obbiettare il volume un po’ troppo alto tale da rendere difficoltoso anche il più elementare scambio di parole o il semplice ascoltarsi. Ora che “quest’inconveniente” è stato risolto riteniamo che quella della musica al Corso potrebbe essere una bella novità da riproporre anche tutto l’anno, come peraltro già accade in Corso Europa per iniziativa di alcuni commercianti della zona e come già suggerito in più di un’occasione.
Come da tradizione riecco “le casette” in Pazza Libertà, ormai collaudato fiore all’occhiello del Natale avellinese, piccole baite ben integrate con l’ambiente circostante che, anche grazie ad una più attenta ed oculata selezione dell’offerta, hanno riscosso un buon successo di critica e di pubblico.
Una nota la meritano anche la pista di ghiaccio e l’albero di Natale di Piazza Libertà, ed il villaggio di Natale, allestito in Piazza Kennedy-Parco Di Nunno.
Senza dubbio, però, l’evento clou delle festività 2024 del capoluogo è stato rappresentato dal concerto di Capodanno del rapper e cantautore romano Coez che ha regalato alla città un inizio d’anno da incorniciare. Una notte carica d’energia, musica e pura emozione, ha segnato l’arrivo del 2025. Coez ha trasformato Corso Vittorio Emanuele in un palcoscenico vibrante, regalando al pubblico presente un’esperienza unica. La sua gran capacità di spaziare tra rap, indie e pop, unita alla profondità di molti dei suoi testi, ha reso la serata davvero speciale, un’atmosfera di festa e condivisione, toccando le corde emotive di un pubblico composto, attento e variegato, formato da giovani e meno giovani.
Insomma, un Natale quello 2024 che, sia pur tra qualche immancabile polemica, ha comunque riscosso, nel complesso, un buon successo di critica e di pubblico.
Ora però, spente le luci della festa, pur plaudendo alla rapida risoluzione di uno stallo amministrativo che è apparso sin da subito tanto inspiegabile e incomprensibile quanto assurdo, bisognerà avere chiaro un orizzonte che rassicuri i cittadini su come si intende governare Avellino e che spieghi nitidamente quanto accaduto in una crisi che è sembrata più di valori che meramente politica. È questa la responsabilità di un sindaco che dalla sua ha innanzitutto la forza della legittimazione del consenso popolare: perché la città attende ed ha bisogno di risposte celeri, nette ed efficaci, rispetto alle tante istanze di cui è portatrice.
Noi, dal nostro canto come da prassi ormai consolidata, sapremo essere pungolo instancabile nell’esclusivo interesse della nostra città ed a tutela e salvaguardia del bene comune.




