AVELLINO – Questa settimana il nostro sguardo ha deciso di concedersi una piccola ed occasionale pausa dalle vicende cittadine per raccontarvi di una curiosità sulla nostra regione, stimolata anche dal fatto che ci siamo appena lasciati alle spalle il grande successo del settantacinquesimo Festival di Sanremo: sapevate che la Campania e la Sicilia parrebbero continuare ad essere le regioni d’Italia in cui si “televota” di più?
Sulla base di questo dato e pur nella consapevolezza che tentare l’approccio ad un argomento così diffuso e controverso com’è quello del televoto è difficile, vorremmo provare ugualmente ad esprimerci sul tema con alcune brevi considerazioni.
Oggi buona parte dei format d’evasione ne prevede il ricorso: il Festival di Sanremo appunto, “Ballando con le stelle”, per citare due programmi di grande successo e tra i più seguiti. Giusto ricorrervi se si intende attraverso di esso creare una legittima interazione tra pubblico e programma, richiedendo ad esempio, il giudizio degli spettatori da casa sull’oggettiva o soggettiva bellezza di una miss. A tal proposito, ci torna alla mente “Miss Italia”, popolare e storico concorso di bellezza che ha incoronato negli anni famose attrici del grande e del piccolo schermo e che per anni, nelle sue fasi finali, ha avuto garantita la copertura televisiva da parte del servizio pubblico, peraltro, con sempre maggiori e positivi riscontri ma che oggi proprio il servizio pubblico inspiegabilmente “dimentica”, ma tant’è.
Deleterio e pericoloso quando invece, attraverso il televoto, si è chiamati a giudicare la qualità di un’esibizione in una gara canora o di ballo. In questi casi, infatti, è sempre prevista la presenza di una giuria di esperti e dunque bisognerebbe lasciare unicamente a loro il giudizio. Sì, perché per quanto colto il pubblico di tali trasmissioni non è giusto che invada territori in cui sa che le proprie competenze non potranno che essere approssimative.
Altro grave errore ascrivibile ai format che prevedono il televoto è la tendenza all’equiparazione di giudizio tecnico e voto popolare, risultando profondamente ingiusto perché in molti casi proprio il televoto, il voto popolare, comporta lo stravolgimento totale delle classifiche tecniche.
Qualcuno potrà sollevare delle obiezioni, una su tutte quella degli ascolti. Dal momento che il televoto tiene incollati allo schermo milioni di telespettatori per l’intera durata dello spettacolo, riteniamo che sia senza dubbio una componente importante che concorre al successo di un programma o di uno spettacolo ma non certo la primaria, e se poi anche la stessa azienda di stato, di recente, ha valutato, nei format più seguiti, di apportare qualche modifica alle modalità di televoto tradizionale, allora qualche dubbio sull’efficacia del sistema è lecito.
Quali dunque le soluzioni o perché no le innovazioni? Eccone proposte alcune: per Sanremo si potrebbe ridurre l’incidenza in percentuale del voto da casa al 20% e aumentare all’80% quella della giuria tecnica e dei delegati regionali ove fosse prevista la loro presenza. A “Ballando con le stelle”, ad esempio, ci pare di ricordare che si sia già scelto di modificare le modalità di televoto tradizionale. Sempre per Sanremo, si potrebbe convertire il televoto in “sondaggi” proposti ai telespettatori che la giuria dei tecnici, durante il programma, potrà riservarsi di accogliere e recepire oppure no, lasciando dunque esprimere lo spettatore con un orientamento e non con un giudizio tanto definitivo. Oppure, ancora per Sanremo, si potrebbe procedere con il giudizio tecnico nelle cinque serate del festival, con la classifica delle singole serate e della serata finale ma posticipare la proclamazione e la contestuale premiazione della canzone vincitrice all’inizio della prima serata dell’anno successivo, basandosi anche sugli indici di gradimento degli utenti rilevati monitorando, nel corso dell’intero anno, l’ascolto della musica relativa ai singoli cantanti in gara al festival, le classifiche di gradimento in base all’ascolto in streaming sulle diverse piattaforme digitali e il numero delle visualizzazioni di video, “extra” e/o di download relativi agli artisti in gara al festival. Il televoto tradizionale, invece, potrebbe rimanere, in programmi che richiedono un giudizio soggettivo, oggettivo e più immediato, come ad esempio per “Miss Italia”.
Tanto per rimarcare la necessità ormai evidente, di riflettere sulle modalità di interazione tra pubblico e programmi, privilegiando sempre un equilibrio di valutazione. A sabato prossimo.
Un’annotazione: come di certo non sarà sfuggito ai nostri attenti ed affezionati lettori, era il 2016 e già il televoto accendeva uno dei primi sguardi dell’Occhio sulla città, ma ad oggi poco o nulla è cambiato.




