AVELLINO – Non si ferma il nostro viaggio tanto apprezzato da voi lettori. Questa settimana altre otto tappe “tra il quasi concluso ed il cantiere dimenticato”.
Mentre scriviamo apprendiamo che l’Asl di Avellino si prepara ad aprire i cantieri per la nascita degli “Ospedali di comunità” e delle “Case di comunità” in Irpinia. Un programma di lavori che, com’è noto, coinvolgerà anche il capoluogo con l’ex ospedale Moscati di viale Italia che si prepara a tornare alla vita diventando proprio un ospedale di comunità, con l’attigua struttura di via Colombo che, invece, diventerà una casa di comunità.
Il cantiere si aprirà a stretto giro mentre i tempi di consegna e d’inaugurazione non dovranno superare i 365 giorni dall’avvio dei lavori. A vigilare sulla regolarità delle procedure e sul rispetto dei tempi dati, saranno Regione Campania ed Asl. L’Asl di Avellino, inoltre, ha garantito tanto la piena operatività delle due strutture entro il 2026 quanto il fatto che sono già partiti i corsi di formazione per il personale specializzato che dovrà accogliere e prendersi cura di pazienti ed utenti. (per approfondimenti e dettagli sui progetti invitiamo anche alla lettura dei nostri numerosi sguardi sull’argomento).
La seconda tappa ci conduce dinanzi alla piscina comunale di via De Gasperi: il centro natatorio, chiuso da quasi sei anni, resta preda di abbandono e degrado diffuso, con una grande umidità ed infiltrazioni d’acqua la cui “causa, verificata, sarebbe da attribuire ad una scarsa, tardiva o mancata manutenzione” , come spiegano addetti ai lavori.
Ebbene, apprendiamo di una prossima possibile svolta per la struttura: nelle intenzioni di Palazzo di Città, infatti, ci sarebbe la volontà di avviare la procedura di project financing con affidamento a privati che dovranno garantire la riqualificazione della struttura ed assumere l’onere della gestione del centro natatorio per vent’anni. Da Piazza del Popolo si rende noto che le procedure di individuazione dei soggetti saranno avviati in tempi relativamente brevi. Ricordiamo, inoltre, che la piscina comunale sarebbe abilitata ad accogliere persone con limitata o ridotta capacità di deambulazione, essendo dotata anche di un apposito sollevatore. Non possiamo che restare in fiduciosa attesa.
La terza tappa ci conduce dinanzi alla stazione di Borgo Ferroviaria ed apprendiamo che entro settembre lo scalo cittadino dovrebbe ripartire con le prime corse, il tutto nell’ambito di un progetto più ampio che prevede la riqualificazione dell’intero quartiere di Borgo Ferrovia.
Il calendario delle corse sarà reso noto nei prossimi mesi. Sempre in attesa del completamento dell’elettrificazione della tratta ferroviaria Avellino-Salerno-Benevento, che ci pare di ricordare fosse tra “i buoni propositi di fine mandato” del governatore De Luca. Confidenti, perciò, anche nel suo riconosciuto pragmatismo e la sua concretezza d’azione, auguriamo buon lavoro.
Tornando verso il centro, tra Corso Vittorio Emanuele e via Mancini, sostiamo dinanzi al rinnovato Palazzo De Peruta, storica sede di Palazzo di città: ricordiamo male o tra le priorità programmatiche dell’amministrazione comunale uscente come dell’attuale, c’era proprio il ritorno del Comune nella sua storica sede, destinando interamente l’edificio di Piazza del Popolo al Polo di Avellino dell’Università degli studi di Salerno come da accordi sottoscritti? Quando dunque il trasloco? In attesa di poter vedere presto soddisfatte queste nostre curiosità, auguriamo buon lavoro .
Proseguendo, giungiamo in via Guarini resa sempre più impercorribile anche dalla presenza del “serpentone spartitraffico” giallo della corsia preferenziale per i bus e la metro leggera cittadina: ora, vista la paventata volontà di eliminazione degli ingombranti ed antiestetici pali, non sarebbe meglio procedere anche alla contestuale eliminazione del “serpentone”, limitandosi a calcare in giallo sul manto stradale la corista preferenziale? Una scelta in tal senso agevolerebbe e migliorerebbe il flusso veicolare e la fruizione pedonale. Difficoltà analoghe si registrano anche in via Colombo e via Cavour. Invitiamo a riflettere.
La sesta tappa ci conduce in Piazzetta Amendola nei pressi della Dogana e apprendiamo e verifichiamo che, nonostante diverse difficoltà, il cantiere di riqualificazione dello storico edificio, procede speditamente. Se tutto andrà secondo programmi, la nuova Dogana sarà inaugurata e consegnata alla città entro l’anno (per dettagli ed approfondimenti sul progetto per la rinascita della Dogana invitiamo alla rilettura dei nostri numerosi sguardi).
La situazione più complessa la sta vivendo il Victor Hugo: il cantiere, infatti, a causa di un complesso contenzioso e di plurime difficoltà sopraggiunte è chiuso da tre anni. In questo quadro sono andati perduti i fondi europei destinati alla riqualificazione del bene ma i tecnici comunali hanno dimostrato abilità nel reperire dai fondi di sviluppo e coesione le risorse attraverso cui poter realizzare l’intervento di riqualificazione dello storico palazzo. Il Comune rende noto, inoltre, che a breve si avvieranno le procedure per una nuova gara d’appalto. Solo successivamente si valuteranno e si stabiliranno i tempi di consegna del nuovo Victor Hugo alla città. Non possiamo che restare in fiduciosa attesa ed augurare buon lavoro.
L’ottava ed ultima tappa ci conduce a via Piave: ricordate il campus scolastico che dovrà nascere dalle ceneri della Dante Alighieri? Era il 2016 e l’amministrazione Foti con l’assessore ai Lavori pubblici Costantino Preziosi volle il progetto. Siamo nel 2025 e si è solo proceduto all’abbattimento del vecchio edificio superando le note difficoltà. Da allora tutto tace. È mancanza di volontà e impegno o cos’altro? In attesa di poter vedere presto soddisfatta questa nostra curiosità, auguriamo buon lavoro. Intanto, per dettagli ed approfondimenti sul progetto, invitiamo alla rilettura dei nostri numerosi sguardi sull’argomento.
Ancora otto esempi per continuare a dare prova di fatti e di responsabilità.




