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    21/04/2026

L’occhio sulla città/Uno sguardo di ritorno

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_vvff_via_annarumma.jpgAVELLINO – Questa settimana vi accompagneremo attraverso uno sguardo di ritorno. Mentre  il sindaco Nargi continua ad offrirci chiari segnali di concreto attivismo asserendo, giustamente, che “la città non può e non deve fermarsi proprio ora,”, vorremmo stimolare l’attenzione dei nostri amministratori su “uno sguardo di ritorno”: sostando dinanzi all’ex caserma dei vigili del fuoco di via Annarumma ci accorgiamo che continuano a mancare sostanziali novità nel merito, anzi tutto è preda di un beffardo immobilismo.

Nel ricordare come la caserma sia già stata oggetto di più di un nostro sguardo, ai quali rimandiamo per eventuali approfondimenti, ci è gradita una nuova segnalazione venuta da un nostro attento ed affezionato lettore che ringraziamo.

Ora, pur apprezzando il trasferimento nella nuova sede sicuramente più funzionale ed all’avanguardia, non può essere sottaciuta la scia di degrado e di abbandono che ci si è lasciati alle spalle. Non volendo minimamente entrare nel merito di eventuali criticità e/o difficoltà, chiediamo e ci chiediamo: quale futuro per l’ex caserma? Se ne immagina un progetto di riqualificazione? Esiste o no un soggetto o un ente attualmente responsabile della gestione dell’ex caserma? Esiste o no un ente di vigilanza sulla gestione del bene? Invitiamo, allora, i comparti di competenza ad intervenire celermente ad evitare il permanere di tale indecoroso quanto vergognoso status quo, anzi ove necessario, lo ricordiamo, sarebbe auspicabile anche un intervento di Palazzo di Città a garanzia di una concreta, rapida e soprattutto fruttuosa risoluzione della vicenda.

L’ex caserma appare sempre più sola, involontario scenario dello scaricarsi delle più becere frustrazioni dei soliti vandali. Per non parlare dell’incontrollato sudiciume che attornia lo stabile ed i suoi spazi interni. Nonché, parrebbe accertata la condizione di pericolo per la pubblica incolumità che ad oggi graverebbe sull’edificio. Occorre pertanto sia profuso ogni sforzo volto ad una visione in prospettiva di concreta futura rinascita dell’ex caserma di via Annarumma o di ciò che potrà sorgere al suo posto, un’ampia area che oggi più che mai merita di essere bonificata e restituita alla dignità dell’ambiente circostante.

C’è altro ancora da considerare: oggi la strada è percorso obbligato per raggiungere luoghi di interesse collettivo come la città ospedaliera, il mercato bisettimanale ma  è anche percorso obbligato per raggiungere lo stadio Partenio-Lombardi che quest’anno sarà meta di sportivi provenienti da tutta Italia grazie al salto di categoria della nostra squadra di calcio, e lo spettacolo che andremo a offrire sarà dei più indecoroso per una città  che vuole emergere da un immobilismo che l’ha attanagliata da molti, troppi anni

In quest’ottica ci fa piacere sottoporre all’attenzione degli attori in campo, una proposta venuta proprio dal citato nostro attento ed affezionato lettore: una volta riqualificata, magari  attraverso un abbattimento e ricostruzione e vista anche la ribadita volontà dell’attuale amministrazione comunale di fare del capoluogo una riconosciuta ed apprezzata cittadella universitaria, la “rinnovata” ex  caserma di via Annarumma, potrebbe entrare a far parte  del Polo  universitario di Avellino ospitando corsi di laurea afferenti a più discipline: darebbe dignità e prestigio ad una zona che merita sempre più attenzione

Invitiamo ad eventuali valutazioni, pronti a registrare quanto di buono  presto accadrà ed accompagnati anche dalla sempre piacevole percezione di essere ascoltati.

L’occhio sulla città,  inoltre, augura al sindaco Nargi che possa trovare  o ritrovare mezzi, forze ed  energie per far fronte alle difficoltà indotte dalle scomposte ed ingiustificate ingerenze che continuano, nonostante gli sforzi,  a  frapporsi sul cammino di questa amministrazione.

All’opposizione, invece, consigliamo un’attenta rilettura del nostro sguardo dello scorso 17 maggio che potrà anche far riflettere sull’eventuale estrema ratio della scelta del ricorso ad un possibile “governo cittadino di salute pubblica”. Il tutto, com’è ovvio, nell’esclusivo interesse di una città che non può correre il rischio di un immobilismo doloso. Staremo a vedere, assicurando la nostra costante attenzione.

 

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