AVELLINO – Dopo un breve periodo di assenza torna l’occhio sulla città e ritrova un capoluogo che è pronto a riaccogliere la routine quotidiana con la ripresa delle attività ed un commissario che rimette ordine nei conti del Comune, trovandosi ad assumere decisioni forti per superare lo stallo prodotto anche da uno strano immobilismo della politica.
Ci viene da pensare, ad esempio, alla decisione tanto ponderata quanto drastica di dover cancellare la stagione del Teatro Carlo Gesualdo o anche a quella di dover “tagliare il contenzioso, che si trascina da circa tre anni tra Piazza del Popolo e la prima ditta appaltatrice dei lavori per il Victor Hugo ”. Si rende noto che, rispetto alle due istanze risarcitorie oggetto di contenzioso, il Comune manterrà solo quella relativa alla restituzione dei fondi Pics andati perduti nel tempo.
Tale decisione consentirà il riappalto immediato dei lavori così da rispettare entro l’anno la consegna del rinnovato “Palazzo della Cultura” cittadino. Staremo a vedere.
In questo quadro, tornano alla mente due incompiute della città: l’ex Eliseo e la metropolitana leggera. Se per il primo pare esserci un progetto in via di definizione e assegnazione volto a preservarne la vocazione originaria di sala cinematografica, per la metropolitana leggera ci chiediamo: è ancora veramente la scelta migliore per il capoluogo?
Era maggio 2023 e da Palazzo di Città si annunciava trionfalmente la partenza della metropolitana leggera di Avellino. Tutto questo, non solo per la ferma volontà del sindaco Festa ma anche e forse soprattutto per motivi di opportunità: la mancata ultimazione con la messa in esercizio e dunque l’entrata a regime nei tempi dati, infatti, avrebbe comportato il venir meno dei fondi erogati dal ministero dei Trasporti dalla Regione Campania e dalle istituzioni europee per il finanziamento del progetto, nonché la restituzione, da parte di Palazzo di Città, dell’intero importo già investito nell’opera.
Noi, in più di un’occasione, abbiamo espresso tutte le nostre perplessità sulla reale efficacia di una tale scelta, rimarcando come “i contro” superassero di gran lunga “i pro”. Il tempo ed una serie di criticità ci hanno fatto immaginare di poterle dire addio, almeno per come la si concepì tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. Le amministrazioni Festa-Nargi ed Air Campania, infatti, erano pronti a varare una metropolitana leggera 2.0, costituita da una nuova gamma di bus elettrici autonomi e a basso impatto ambientale che avrebbe previsto l’allargamento del percorso della Metro ai Comuni di Mercogliano ed Atripalda: “entro settembre 2025, anche in concomitanza dell’inizio dell’anno scolastico, partirà il progetto Metro 2.0 così come rimodulato ed approvato. L’eliminazione dei pali? Stiamo valutando”. È quanto dichiarato nel merito dai vertici Air Campania (per approfondimenti, dettagli ed evoluzioni sulla metropolitana leggera e sul progetto Metro 2.0 invitiamo anche alla rilettura dei nostri numerosi sguardi sull’argomento).
Siamo a settembre 2025 e prima per lo stallo amministrativo, poi per il regime commissariale a Palazzo di Città ancora tutto tace nel merito. Quale futuro, dunque, per la metropolitana leggera cittadina? Visto il pragmatismo e l’oculatezza nelle scelte del commissario, di certo ci saranno attente valutazioni. A noi non resta che attendere, pronti a registrare quanto sicuramente presto accadrà sul complesso di quanto appena affermato e descritto.
Potrà apparire a volte monotono ritrovare sollecitazioni su argomenti già ampiamente trattati ma di certo più monotoni sono coloro che ci costringono a farlo. Tutto questo, per una rubrica che per vocazione racconta osservando, vuol essere uno stimolo ed uno sprone alla risoluzione di problemi e criticità ed alla ricerca delle soluzioni più congeniali: perciò non arretreremo sempre in attesa di buone notizie. Buon lavoro.
Un’annotazione: mentre scriviamo apprendiamo che il commissario Perrotta ha deciso di “ mettere a bando ed affidare in concessione per un anno, con possibilità di rinnovo, la gestione del Teatro Carlo Gesualdo”. Si è arrivati a questa determinazione per alleggerire il Comune degli oneri manutentivi e gestionali derivanti dalla precedente programmazione.
Il nuovo “gestore impresario” dovrà farsi carico di tutte le spese ordinarie, sgravando le casse comunali, salvo che per quelle straordinarie.
Il Teatro Gesualdo dovrà rappresentare un metodo ed un modello di gestione che il regime commissariale vorrà sperimentare anche su altri settori patrimoniali che non generano servizi essenziali. Tutto questo per valorizzare asset risparmiando risorse per obiettivi ritenuti primari e strategici.
Tutto questo per valorizzare asset risparmiando risorse per obiettivi ritenuti primari e strategici. Una strada simile è percorsa per lo stadio Partenio-Lombardi la cui gestione è ad oggi assegnata “in concessione d’uso annuale con possibilità rinnovo” all’Us Avellino.




