AVELLINO – Lo scorso venerdì 26 settembre è tornata anche ad Avellino “La notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori”, evento che coinvolge ogni anno atenei e centri di ricerca in tutta Europa. Si tratta di un’occasione d’incontro tra il mondo della ricerca e i cittadini finalizzata a diffondere la cultura scientifica e le professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante, un momento decisamente unico.
L’appuntamento, accolto con interesse è stata anche l’opportunità per rinsaldare il legame tra l’Irpinia e l’Università Federico II di Napoli, presente ad Avellino con una sede distaccata del Dipartimento di Agraria, corsi di laurea triennale in Viticoltura ed enologia e corsi di laurea magistrale in Scienze enologiche.
Per la prima volta splendida cornice dell’evento è stata il nuovo “Polo enologico Abellinum” in Viale Italia 84, centro di rilevanza internazionale per la ricerca in campo vinicolo ed enologico.
Gli ospiti si son lasciati coinvolgere dai ricercatori e dalle ricercatrici in esperimenti, dimostrazioni ed esperienze sensoriali “sui vari aspetti della scienza nascosta in un calice di vino”. Nel merito, avendo partecipato alla serata, mi fa piacere ricordare e segnalare la “lezione- dimostrazione” tenuta dalla professoressa Maria Tiziana Lisanti e dal dottor Emilio Pisano dal titolo “Naso scientifico: molecole, tecnologia e aroma del vino”. Un viaggio affascinante che con maestria, ci ha accompagnato alla scoperta delle modalità d’approccio dei sensi al gusto del vino: odori e sapori sempre avvertiti ma mai giustificati.
Senza dimenticare “La scienza in cantina” con l’enologo Luigi Picariello: un’occasione per toccare con mano tematiche, tecniche e tecnologie moderne nel campo dell’enologia. Insomma, una notte da ricordare.
L’evento patrocinato dalla Provincia di Avellino, arricchito da un percorso di degustazione guidata, ha visto la presenza, tra l’altro, di storici dell’arte, restauratori, archeologi, e bibliotecari del Museo Irpino e della biblioteca “Scipione e Giulio Capone” che hanno presentato i loro progetti di ricerca.
Nel dare appuntamento al prossimo anno con “La notte delle ricercatrici e dei ricercatori 2026”, ancora qualche cenno al “Polo enologico Abellinum”.
Inaugurato lo scorso 6 giugno, l’antico podere annesso alla “Regia scuola enologica di Avellino” ospita, oltre ad un centro di micro vinificazione che, come detto, consentirà ad Avellino di diventare riferimento assoluto in Italia ed in Europa nel campo dell’’enologia, il museo regionale del vino, laboratori di ricerca enologica, genetica, di analisi strumentali, di analisi sensoriale, un laboratorio di microbiologia, un laboratorio di aromi ed un’aula dedicata alla degustazione guidata. Il complesso, inoltre, dispone di un moderno e funzionale auditorium ed una ricca biblioteca.
Dunque, il seme piantato alla fine dell’Ottocento dalle mani di Francesco De Sanctis continuerà a generare frutto nel luogo originariamente da lui stesso scelto.
Nel ricordare come il progetto del Polo enologico di Avellino sia stato oggetto di più di un nostro sguardo, ai quali rimandiamo per eventuali approfondimenti anche sulla genesi dello stesso, auguriamo buon lavoro, anche in vista dell’ormai prossimo avvio del nuovo anno accademico con i corsi e le lezioni.




