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    15/03/2026

L’occhio sulla città/Regionali, partecipare per contare

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_regio_25_fac_simile.jpgAVELLINO – Dopo una settimana di assenza torna l’occhio sulla città e  si spinge  oltre la città  guardando al prossimo appuntamento elettorale regionale che coinvolge un diritto-dovere e la coscienza civica di ognuno. Come è noto il prossimo 23 e 24 novembre saremo chiamati a rinnovare il presidente ed il Consiglio regionale della Campania.

È vero, viviamo un tempo di incertezze, un tempo di crisi profonda che investe la fiducia, la partecipazione, la speranza nel futuro. Eppure è proprio in questo tempo che dovremmo riscoprire la politica come servizio: perché, in fondo, ricordando don Luigi Sturzo “la politica non è una cosa sporca, non è la mera ricerca del potere ma può essere perfino una forma di carità quando è esercitata per il bene comune”.

La politica non è rissa, non è divisione, non è farsi la guerra, non è denigrazione dell’avversario, la politica è partecipazione, è o dovrebbe essere un'idea del collettivo. Pertanto, non lasciamoci vincere dall'egoismo della tentazione, pure forte in alcuni, dell'astensione ma mai come ora scegliamo di scegliere: solo così, solo con il voto, potremmo permettere alla politica di sostanziarsi, di contribuire fattivamente alla risoluzione dei problemi e soprattutto di non crearne di nuovi.

Al contrario far venir meno tale esercizio di democrazia, attraverso una non scelta equivarrebbe a mettere la testa sotto la sabbia, illudendosi che, lavandosene le mani delegando ad altri, si possa risolvere il problema eludendo il problema.

Decidiamo di decidere e, dunque, decidiamo di “partecipare per contare”: sarà questa l'unica maniera per non continuare ad essere professionisti del diritto ma dilettanti del dovere, per poter rivendicare finalmente, ed a buon diritto, la possibilità di obiezione e di critica costruttiva, insita nel nostro essere cittadini elettori.

La scelta che si spera attenta e oculata dovrebbe saper discernere promesse dal contenuto esclusivamente elettorale da quelle meritevoli di attenzione per fattibilità e utilità comune intravedendo in esse segnali di cambiamento e prospettive per un futuro migliore. Non sarà facile ma proviamo a farlo, consapevoli che “il mio voto sarà quello determinante”.

Per tutto questo, attraverso l'umiltà dell'intelligenza, che è propria della coscienza di ognuno, sentiamo di augurare a tutti: buon voto.

 

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