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    18/10/2019

Sant’Angelo non ha più il Tribunale, Alta Irpinia penalizzata

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Il Tribunale di Sant'Angelo dei LombardiSANT’ANGELO DEI LOMBARDI – Sulla soppressione del tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, che dal prossimo mese di settembre sarà aggregato a quello di Avellino (mentre quello di Ariano Irpino sarà accorpato da Benvento) ospitiamo la lettera-intervento del presidente della Pro Loco Alta Irpinia, Tony Lucido.

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Il governo Monti, quello dei tecnici, superbi, supponenti e presuntuosi, decise di rivedere le circoscrizioni giudiziarie e così di chiudere tra i tanti Tribunali, cosiddetti minori, anche quello di Sant'Angelo dei Lombardi. Poi il governo Letta, che sembrava dovesse ridare spazio alla politica, come strumento per dare risposte ai bisogni della società in evoluzione, si lascia condizionare da una sorta di dovere di solidarietà tra i ministri Severino e Cancellieri, con una  parte del Csm, da alcune lobbies e da una strana partigianeria in proposito del presidente della Repubblica; con fare unico, antidemocratico, conferma in toto tali soppressioni contro gli innumerevoli voti di assemblee parlamentari e di commissioni. Con un tratto di penna, senza pensarci su un attimo, senza riflessione alcuna, si cancella una presenza storica sociale, culturale e di civiltà, in un territorio particolare come quello dell’Alta Irpinia, cerniera tra le aree della criminalità organizzata napoletano-casertana e quelle altrettanto pericolose della Capitanata-Puglia.

Certo, ambiti giudiziari, quelli delle zone interne, possono sembrare ristretti, piccoli, ma significativi ed importanti; in un territorio necessitoso ancora di più della presenza strategica dello Stato, fin troppo assente in passato. Uffici giudiziari, quelli del Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, sotto la guida di vari bravi presidenti, di autorevoli magistrati, del Procuratore capo Guerriero e con una buona e qualificata classe forense, hanno raggiunto livelli di efficienza strutturale ed organizzativa all’avanguardia, informatizzati ed efficienti, sono ospitati in dignitosa, spaziosa ed imponente struttura, voluta dal Comune di Sant’Angelo dei Lombardi, ritenuta dai più, moderna, funzionale e facilmente accessibile.

Il governo Monti prima e quello Letta oggi, per incapacità delle forze politiche, travalicano l’incarico ricevuto, con la scusa di necessità economiche, hanno adottato provvedimenti territoriali, strategici, di competenza, come si diceva in passato, proprio “del popolo sovrano”, che le esercita, attraverso le forze politiche, le istituzioni, con l’azione politica di indirizzo e di programmazione del Parlamento. Il Parlamento ha più volte votato per un rinvio della soppressione dei Tribunali minori, ma nessuno se ne cura! Dove sono i partiti ed il presidente della Repubblica che ribadiscono ad ogni occasione la centralità democratica del Parlamento che è l’espressione, secondo la nostra Costituzione, del Popolo sovrano? Con la sempre più forte prepotenza delle lobby, di nuove  e vecchie alleanze massoniche, si lasciano in piedi enti, istituzioni, strutture, norme e cavilli ben nascosti, per sostenere privilegi e finanziamenti, occulti e palesi, mentre però l'organizzazione  strutturale, sociale e solidale dello Stato, con i suoi servizi territoriali, di assistenza, di sostegno, culturale e sanitaria,  e di controllo,  viene  dismessa. La revisione delle circoscrizioni giudiziarie in genere, la soppressione del Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, procurerà esigui risparmi economici, annullati ed immiseriti, dalla grande confusione, dal disordine sociale e giudiziario che si andrà a creare,  ancora di più dai guasti storico culturali, sociali economici, organizzativi e territoriali provocati. Ancora una volta, gli interessi forti non vengono toccati! Anzi, questi, pure nella mutevolezza del quadro politico, vincono sempre! Si fa veicolare il messaggio dell'efficienza e del risparmio, di lotta ai piccoli privilegi territoriali, per fare opera di persuasione, di convincimento, ma le pensioni d'oro, i costi della politica, le transazioni finanziarie, le plusvalenze, i tanti piccoli e grandi privilegi, i finanziamenti occulti...non si toccano. La tassa patrimoniale non si adotta. Così si distrugge lo stato sociale!

Lo Stato e la Politica che, con la loro azione strategica, al di là dei costi, dovrebbero garantire l'equilibrio tra gli interessi forti ed i diritti di tutti, in particolare dei deboli, diventano così, in questo periodo, ancor più che in passato, strumento di lacerazioni, di divisioni, di esasperazione e di mortificazione. Credo che un punto di Iva in più farebbe meno danni di queste scelte, di questa macelleria sociale! Ospedali che si chiudono, prestazioni assistenziali ridotte al minimo, diritti consolidati e praticati in alcune zone, mentre in altre posti morti ancor prima di nascere, enti locali privati di finanziamenti, scuole accorpate e lasciate in agonia, uffici postali aperti a giorni alterni, fabbriche decotte non controllate, altre non assistite nel processo di rilancio, strade, vie e ferrovie abbandonate. E poi da non  dimenticare l’Iva sul metano da riscaldamento qui da noi, in paesi di montagna, mentre al Nord numerose riduzioni ed agevolazioni per analoghe situazioni. Inoltre, qui c’è nuova emigrazione, miseria ed abbandono.

Questa è la triste storia della zone interne, destinate ad una morte lenta, a scomparire per far crescere poi sempre più brutti anonimi grossi centri urbani, le città metropolitane, dove tutto si perde, in primo luogo la dimensione umana, l’identità con il territorio, il senso di appartenenza;  il senso di comunità scompare! Appello alla coerenza ai parlamentari di tutti gli schieramenti, i quali annunciano, a piè sospinto, alla stampa ed in occasioni pubbliche, di essere contrari ai tagli di Tribunali, di ospedali, di servizi ecc. ecc. "è il momento di votare contro queste scelte, nelle rispettive sedi parlamentari (commissioni ed Aula di Senato e Camera) altrimenti sono solo chiacchiere!”. Parlamentari, senatori e deputati, rappresentanti di centri minori, di territori disagiati, per carenza di servizi ed assistenza, già marginalizzati da una società che predilige i forti, raccordatevi tra di voi, votate contro questi provvedimenti che porteranno sempre più alla desertificazione, non solo dell’Irpinia, ma di tutta la dorsale appenninica.

La revisione della spesa,  anche quella parte che parla della revisione degli ambiti giudiziari, che riaccentrando tutto, servizi, assistenza, attività produttive, produrrà lo spopolamento del territorio appenninico, delle zone interne e disagiate di tutta Italia, favorendo in modo pericoloso  l'aggregazione solo intorno ai grandi centri urbani!

Si voti contro, al di là di schieramenti, a decreti che distruggono il territorio e la sua forma organizzata e sociale della popolazione. In politica la legittimazione alla rappresentanza, per politici e partiti, avviene quando si è capaci di interpretare ed intercettare i bisogni e gli interessi della gente, e quando si è capaci di dare risposte possibili a queste, di guidare i processi sociali ed economici, senza tradire la storia e le condizioni culturali; attraverso questa azione poi, arriva il consenso alle forze politiche,diversamente per altre forme di raccolta del consenso ci sono imbonitori senza storia. I sindaci, i rappresentanti del territorio, oltre a solenni dichiarazioni alla stampa, facciano pervenire ai loro partiti di appartenenza la propria autosospensione, si dissocino da linee e strategie di affossamento delle zone interne, non si facciano più prendere in giro, restituiscano la fascia tricolore ai prefetti. Avessero tutti imitato il sindaco di Sala Consilina, forse qualche cosa in più l’avrebbero già ottenuta! Non c'é più spazio per sofismi, per ciarlatani, per i venditori di tappeti. La città di Avellino sappia essere diversa da Napoli, meno famelica, sia capace di essere capoluogo di provincia e rappresentare  l’intero territorio. La società civile, le comunità  dei territori, vittime di queste mortificazioni e dei progetti di “morte”, per le aree interne e dei centri minori d'Italia, vigilino e stiano attente a chi sarà capace, forze politiche e singoli rappresentati, di votare contro e poi di proporre soluzioni alternative “alla macelleria dello stato sociale”.

 

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