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    18/10/2019

Dai disabili no al nuovo Isee

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_disab.jpgROMA – È unicamente a suon di cause legali – si legge in un comunicato – che gli Italiani, da qualche anno a questa parte, ottengono il rispetto di diritti, inclusi quelli costituzionali che, in altri Paesi realmente civili, vengono dati per scontati. Ed è proprio alla Costituzione, la legge italiana per eccellenza, quella cui deve riferirsi tutta la normativa, che un gruppo di cittadini ha deciso di appellarsi perché non venga cancellato quanto stabilito tra i suoi principi fondamentali, all’articolo 3: il diritto alla «rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». Si tratta di un ricorso collettivo nazionale contro l’amministrazione statale, al quale potranno partecipare tutti i cittadini italiani, promosso da persone con disabilità e dalle loro famiglie, in opposizione al nuovo Isee, l’indicatore della situazione economica delle famiglie, necessario per accedere a prestazioni sociali agevolate, recentemente regolamentato da un decreto.

«È stata una vera beffa – affermano dal comitato promotore della causa – ascoltare il presidente del Consiglio Letta annunciare questo provvedimento proprio il 3 dicembre, giornata in tutto il mondo dedicata ai diritti dei disabili, e descriverlo come una normativa in favore delle persone con disabilità mentre è palese che, considerare i sostegni economici destinati a superare una condizione di gravissimo disagio quale un vero e proprio reddito, non possa che penalizzare ulteriormente famiglie già a concreto rischio di povertà».

L’antefatto è rappresentato dall’art.5 del decreto Salva Italia (Dl n. 201, 6/12/2011) nel quale veniva rivoluzionato l’utilizzo dell’Isee ma soprattutto dal decreto attuativo recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale. In quest’ultimo sono stati infatti fissati gli elementi utili a fotografare la “ricchezza" delle famiglie, individuata anche nelle indennità di accompagnamento e nei sostegni economici per l’assistenza domiciliare alla persone non autosufficienti e che, all’interno del decreto incriminato, vengono considerati alla stessa stregua delle plusvalenze di Borsa o dei redditi d’impresa. Altro elemento preoccupante è l’aver cancellato il coefficiente di riparametrazione che precedentemente considerava il disagio delle famiglie con disabilità. Ma del resto è tutto il decreto ad essere infarcito di iniquità, disattenzioni, inasprimenti, tanto da farlo stridere fortemente con le parole del governo che hanno astutamente tentato di farlo passare per una norma in favore delle persone con disabilità.

Attraverso questa causa, quindi, i ricorrenti contesteranno l’impianto stesso del decreto nella parte che: considera reddito il sostegno sociale alla disabilità sancito dalla Costituzione; fissa un tetto massimo alle spese effettivamente sostenute e le limita a quelle deducibili dalla dichiarazione dei redditi; non consente l’intera detrazione delle spese sostenute per l’assistenza personale; discrimina in modo ingiustificato l’entità delle detrazioni tra disabili minorenni e disabili maggiorenni. Il ricorso verrà curato dal Prof. Federico Sorrentino, noto costituzionalista e docente universitario, che invita gli aspiranti ricorrenti ad attivarsi il prima possibile in quanto i termini per poter impugnare la normativa scadranno entro brevissimo tempo. A sostegno dell’iniziativa, predisposta in forma collettiva per ridurre la spesa che i ricorrenti dovranno affrontare per una causa di portata storica, e per fornire tutte le informazioni necessarie ai firmatari del ricorso, sono raggiungibili su internet il gruppo Facebook “Stop al nuovo Isee e il blogspot dove sarà possibile sottoscrivere online la propria adesione attraverso lo specifico modulo.

 

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