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    17/07/2019

Tifosi delusi, l'Avellino prova a rialzarsi

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b_300_220_15593462_0___images_stories_bucaro_giovanni.jpgAVELLINO – Svanito definitivamente il sogno play off, l’Avellino deve affrettarsi a racimolare i sette punti virtualmente necessari per acquisire la matematica certezza della salvezza diretta.

Impresa, ad avviso di chi scrive, più difficile di quanto si possa immaginare, attese anche le dichiarazioni di mister Giovanni Bucaro al termine del match perso a Terni per 2-1.

L’ex calciatore dell’Ascoli, seppur con toni garbati, ha avuto parole di fuoco per i suoi calciatori, in particolar modo con quelli più anziani. Innanzitutto Bucaro ha definito il primo tempo disputato dai suoi al “Liberati” disastroso. Colpa dei giocatori sarebbe quella di essere scesi in campo timorosi e, quindi, senza la giusta mentalità. Bucaro, in sostanza, ha accusato i giocatori per il gioco remissivo visto sul rettangolo di gioco. L’allenatore subentrato a Vullo nel mese di agosto ha, poi, rincarato la dose nei confronti dei più esperti della rosa in quanto non capaci di trascinare il gruppo.

Bucaro ha aggiunto di aver allenato compagini più scarse di quelle attualmente sotto la sua guida, ma di non aver mai riscontrato un gioco ed uno spirito così arrendevoli. Lo stesso tecnico ha concluso affermando che, dalla gara di Foggia, farà scendere in campo solo i giocatori più giovani.

Affermazioni che ci sentiamo di condividere in gran parte, ma che, però, suscitano un interrogativo: chi ha il compito di inculcare la giusta mentalità alla squadra? La risposta appare scontata: l’allenatore.

Dunque, Bucaro dovrebbe fare anche una autoanalisi e non prendersela solo con i calciatori. Evidentemente, se i quattordici scesi in campo hanno offerto una prestazione così scialba, responsabilità vanno addebitate anche al suo condottiero che non ha saputo trasmettere i suoi desiderata nella maniera giusta. D’altronde, l’Avellino degli ultimi tempi ha assunto spesso atteggiamenti irritanti, da ultimo vedasi lo sciagurato primo tempo col Monza. Contro i brianzoli gli irpini hanno peccato di supponenza e superficialità per circa mezz’ora prima di risvegliarsi a frittata già fatta.

Ma, al di là del carattere esibito in campo, quello che balza all’occhio è il ripetersi di certi errori.

L’Avellino, infatti, ha subìto la maggior parte delle reti facendosi tagliare in mezzo da lanci in verticale. Poca applicazione in allenamento? Improvvisazione? O semplice pochezza tecnica?

Fatto sta che gli avversari hanno ormai capito come aggredire la retroguardia biancoverde e lo fanno di sovente con la modalità sopradescritta.

A centrocampo, poi, a parte la bella sorpresa rappresentata dal giovane Massimo, appaiono in caduta le quotazioni di D’Angelo, Malaccari e Millesi; Arcuri, che non è uno sprovveduto sul piano tecnico, deve dare più continuità alle sue prestazioni. In attacco continua la crisi di De Angelis, mentre Zigoni si batte molto per la causa con recuperi e sponde, ma perdendo, inevitabilmente, pericolosità sotto la porta avversaria. 

Dunque, quello avellinese è un quadro con molti toni di grigio e pochi pastello. Per raggiungere al più presto la quota salvezza sarà necessario che la società si faccia sentire con calciatori ed allenatore mostrando la propria insoddisfazione per quanto espresso dai propri dipendenti nelle ultime occasione e spronarli, in modo deciso, a fare meglio.

L’intervento appare più che mai necessario in considerazione del fatto che, a parte una o due squadre, l’Avellino incontrerà sul suo cammino tutte compagini che lottano per un obiettivo.

Mollare la presa adesso potrebbe diventare molto pericoloso. Infatti, cercare punti nelle ultime giornate alimenterebbe la tensione e l’agitazione di una squadra composta da tanti giovani.

Il banco di prova lo offre domani il Partenio-Lombardi: avversario un rivale storico dell’Avellino, il Foggia dell’ex patron biancoverde Pasquale Casillo.

Raggiungere al più presto i quarantadue punti appare quasi un imperativo inderogabile.

Archiviata in anticipo la matematica salvezza, la società avrebbe modo di distogliersi dal quotidiano e programmare con oculatezza e calma il futuro.

Cominciando innanzitutto nello scegliere se continuare con Bucaro in panchina oppure puntare su qualche altro tecnico ed incominciare a costruire, con l’avallo dell’allenatore, una squadra che possa finalmente puntare alla serie B.

 

 

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