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    16/05/2026

L’Irpinia al Vinitaly da sola, le ragioni di Capone

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Capone, secondo da sinistra, durante la conferenza stampaNAPOLI – Tra qualche giorno a Verona apre i battenti la più importante rassegna mondiale del vino, in programma dal 6 al 9 aprile. Le case vinicole campane si presentano in massa alla manifestazione scaligera. Ma con una novità. Il padiglione Campania ospiterà le aziende di quattro province della regione (Benevento, Caserta, Napoli e Salerno). Avellino ha organizzato una presenza autonoma. Sarà con le sue 70 aziende in un altro padiglione, quello che ospita anche il Lazio. Questa decisione aveva suscitato commenti tutt’altro che favorevoli da parte dei rappresentanti di alcuni organismi campani, assessorato regionale in testa. Il presidente della Camera di Commercio, in una conferenza stampa tenuta questa mattina a Napoli nell’aula magna del centro “Eccellenze campane” in via Brin, ha dato le sue spiegazioni per questa scelta.

La Campania – ha detto Capone – al Vinitaly è stata sempre penalizzata in termini di superficie espositiva concessa dall’ente Fiera. A differenza di altre regioni che hanno avuto a disposizioni aree di diversi migliaia di mq, alla nostra regione è stato concesso una spazio ridotto, certamente non adeguato all’importanza che la vitivinicoltura campana assume nell’ambito di quella nazionale. Le imprese della nostra regione, di conseguenza, non hanno quasi mai avuto adeguata visibilità nello stand collettivo. Da qui la necessità di ottenere spazi maggiori. Avellino ha colto l’occasione di prenotare una superficie autonoma di 1.500 metri quadrati che così vanno ad aggiungersi agli altri ottenuti dalle altre consorelle campane. Quindi una regione, la Campania, che da questa edizione in avanti potrà espandersi alla rassegna veronese. Capone, nella sua conferenza stampa, ha ricordato che l’Irpinia - con le sue tre docg - è una delle maggiori aree a vocazione viticola del Paese. L’enologia rappresenta una carta importante da giocare per lo sviluppo economico della circoscrizione provinciale, unita a quella costituita dai percorsi enogastronomici e turistici. Ha ricordato i 50 e più castelli che si ergono sul territorio irpino, gli oltre 100 agriturismi e le altre eccellenze dell’Irpinia.

Intanto a Verona le case vinicole irpine iniziano a raccogliere trofei e premi. Nell’ambito del 21esimo concorso enologico internazionale, una delle selezioni più autorevoli dei migliori vini del mondo, nella categoria dei vini bianchi tranquilli a denominazione di origine e a indicazione geografica la “gran menzione” è stata assegnata al Fiano di Avellino docg “Sanitari” 2011 prodotto dall’azienda agricola Filidoro Giuseppa e al Greco di Tufo docg 2012 di Fonzone Caccese s.a.s. da Paternopoli. Tra i rossi uguale riconoscimento è andato all’Irpinia doc aglianico “Campi Taurasini – Donna Carmela” 2010 prodotto dalla cantina Moronia srl di Bonito e all’Irpinia doc aglianico “Campi Taurasini” 2010 prodotto dall’azienda agricola Fonzone Caccese sas di Paternopoli, premiata – come detto – anche per il suo Greco.

 

 

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