AVELLINO – Ancora un grave episodio di violenza si sarebbe verificato questa mattina presso la casa circondariale di Avellino durante lo svolgimento dei colloqui familiari.
Secondo le prime ricostruzioni, durante un colloquio tra un detenuto e un familiare, quest’ultimo avrebbe tentato di introdurre all’interno dell’istituto una cospicua quantità di sostanza stupefacente, abilmente occultata sulla propria persona. L’agente di polizia penitenziaria in servizio presso il reparto colloqui, accortosi del tentativo, è intervenuto prontamente per bloccare l’introduzione della sostanza illecita. Nel momento in cui la sostanza è stata rinvenuta, sia il familiare sia il detenuto si sarebbero scagliati contro l’agente, colpendolo violentemente con pugni e causandogli lesioni. Da quanto si apprende, il familiare risulterebbe attualmente in stato di fermo.
Raffaele Troise , responsabile Uilfp polizia penitenziaria di Avellino, esprime profonda costernazione e amarezza per l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale: «Ancora una volta siamo costretti a registrare episodi di violenza ai danni del personale di polizia penitenziaria che quotidianamente opera con alto senso del dovere e professionalità garantendo la sicurezza all’interno dell’istituto nonostante le note criticità. Esprimo profonda costernazione e amarezza per quanto accaduto e rinnovo l’allarme sulle condizioni operative in cui il personale è costretto a lavorare».
Lo stesso Troise ha inoltre rivolto un sentito augurio di pronta guarigione all’agente coinvolto, esprimendo vivo apprezzamento e plauso per la prontezza e la professionalità dimostrate, grazie alle quali è stato possibile impedire l’introduzione di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto, evitando conseguenze ancora più gravi.
La Uilfp Polizia Penitenziaria chiede con forza interventi immediati e concreti volti a garantire maggiori livelli di sicurezza per il personale, nonché un potenziamento degli organici e l’adozione di misure straordinarie per contrastare il crescente fenomeno delle aggressioni. Non è più tollerabile che gli uomini e le donne della polizia penitenziaria continuino a lavorare in condizioni di rischio costante. È necessario un segnale chiaro e tempestivo da parte dell’amministrazione affinché vengano tutelate la dignità professionale e l’incolumità del personale, troppo spesso lasciato solo ad affrontare situazioni di estrema criticità.
Aggiornamento del 18 aprile 2026, ore 9.24 - Avellino: poliziotto aggredito durante colloqui in carcere, sequestrati cellulare e droga - NAPOLI – Un grave episodio di violenza si è verificato ieri mattina, venerdì, nel carcere di Avellino durante i colloqui tra detenuti e familiari. A darne notizia è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) per voce del vicesegretario regionale per la Campania, Marianna Argenio.
Secondo quanto riferito, nel corso di un colloquio tra una madre e i suoi due figli – uno dei quali detenuto – il personale di polizia penitenziaria ha notato un passaggio sospetto tra i due fratelli. intervenuto per effettuare i controlli, un assistente capo coordinatore del corpo è stato improvvisamente e violentemente aggredito da entrambi. Il poliziotto, ferito, è stato immediatamente soccorso e trasportato in ambulanza al pronto soccorso del vicino ospedale per le cure del caso.
A seguito degli accertamenti, gli agenti hanno rinvenuto un telefono cellulare completo di caricabatterie, presumibilmente oggetto dello scambio illecito. Inoltre, il detenuto è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente.
Il Sappe ha espresso “la più ferma e sincera solidarietà” al collega aggredito, augurandogli una pronta guarigione, e ha rivolto un plauso al personale intervenuto per la gestione della situazione critica con professionalità e senso del dovere.
“Basta con queste barbare violenze, basta con queste gravi situazioni di rischio!”, ha dichiarato il segretario generale del Sappe, Donato Capece. “Rivendichiamo tutele e garanzie funzionali, nuovi strumenti che migliorino il servizio della polizia penitenziaria: bodycam e taser su tutti, nuovi protocolli operativi e soprattutto tutele legali. La situazione nel carcere di Avellino è al limite della sopportazione”.
Il sindacato denuncia condizioni operative sempre più difficili per il personale: “Prevediamo un’estate di fuoco se non si prenderanno immediatamente provvedimenti concreti e risolutivi. Il personale è allo stremo e, pur lavorando oltre 10-12 ore al giorno, non riesce più a garantire i livelli minimi di sicurezza”.
“Non è più rinviabile – conclude Capece – dotare al più presto anche la polizia penitenziaria del taser e di ogni altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato”.




