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    18/07/2019

Inchiesta Moscati: in 19 rinviati a giudizio, in 13 prosciolti da ogni accusa

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b_300_220_15593462_0___images_stories_citt_ospedaliera_ingresso.jpgAVELLINO – Sono diciannove gli indagati, tra medici, dirigenti e infermieri dell’ospedale Moscati di Avellino, coinvolti nell’inchiesta “welfare”, rinviati a giudizio dal giudice per le udienze preliminari Antonio Sicuranza. Tredici invece le persone prosciolte da ogni tipo di accusa. Assolti tutti gli anestesisti e gli aiuti medici: Carmelo Natale, Giovanni Pedata, Emanuel Cindolo, Angelo Buglione, Francesco Damiano, Giuseppe Francesco Biondo, Luigi De Cristofano, Sabata Maria De Gennaro.

Prosciolte anche le infermiere Anna Palumbo, Francesca Pagliarulo e Maria Teresa Guarino, così come lo psichiatra Francesco Ruggiero. Ridimensionata la posizione giudiziaria del direttore sanitario Vincenzo Castaldo, che è stato prosciolto da un’accusa di falso, perché è stata definitivamente accertata la mancata trascrizione dell’avverbio “prevalentemente” che aveva stravolto il significato della sua relazione, facendo così scattare il reato ipotizzato e per il quale era stato colpito da una severa ordinanza di custodia cautelare. Il direttore sanitario, però, è stato rinviato a giudizio per un altro reato di falso.

Rinviati a giudizio Francesco Caracciolo, primario di chirurgia, e Carlo Iannace, medico, per i reati di falso ideologico e materiale aggravati, truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e peculato; Angelo Bruno, dipendente amministrativo dell’azienda Moscati, per il reato di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche; Rita Melillo, infermiera, per favoreggiamento; Emanuela Zanettin, infermiera, Julia Jakubiec, infermiera, Maria Teresa Guarino, infermiera, Francesca Pagliarulo, infermiera, Maria Luigia Piscopo, paziente, Adelina Polcari, paziente, Adele Testa, paziente, Lisetta Santoro, paziente, Maria Infante, paziente, per il reato di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche; Antonio Pastore, dirigente, Riccardo De Maio, infermiere, Francesco Pagliarulo, medico psichiatra, Maria Teresa Prizio, dipendente amministrativa, e Maria Giannitti, dirigente, per falso ideologico.

Il processo inizierà il prossimo 30 ottobre dinanzi al collegio presieduto dal giudice Michele Rescigno.

 

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