MIRABELLA ECLANO – La via Appia, la regina viarum dei Romani, che da Roma conduceva fino a Brindisi, importante porto per raggiungere la Grecia e l’Oriente, al centro di un convegno in programma domani sera a Mirabella Eclano, in Piazza XXIV Maggio con Paolo Rumiz, giornalista e scrittore, ed Alessandro Scillitani, regista e autore di un documentario, che presenteranno i momenti salienti del viaggio da Roma alla Puglia dedicato alla riscoperta dei tesori archeologici.
Un percorso immortalato dal grande poeta latino Orazio, che era di Venosa e che quindi questi luoghi conosceva bene, durante il suo famoso viaggio da Roma a Brindisi compiuto nel 37 a.C. insieme con Virgilio e Mecenate e immortalato nella satira V del primo libro dei Sermones. Memorabile e ricca di emozioni la sua sosta notturna in una taberna di Trevici – l’odierna Trevico, in Baronia, il più alto paese dell’Irpinia con i suoi 1194 metri, al confine con la Puglia – durante la quale dovette sottostare ai capricci di un’avvenente fanciulla del posto che, certo, non gli fece ricordare quella notte per le sue prestazioni amorose. Tutt’altro.
All’evento di domani prevista anche la partecipazione di Adele Campanelli, soprintendente ai Beni archeologici, Maria Fariello, archeologa, Marco Ciriello, giornalista, ed Antonio Modano, voce dei Molotov.
Spiega l’archeologa Sandra Lo Pilato: «Abbiamo organizzato questo evento per sensibilizzare le persone ad investire verso uno sviluppo basato sull’immaterialità, sulle rovine dimenticate e sulla cultura. La politica deve passare dalle parole ai fatti».
Francescantonio Capone, sindaco di Mirabella Eclano ed Agnese Vietri, assessore alla Cultura, invece, hanno ribadito il proprio impegno a fare rete per riscoprire e valorizzare la via Appia. «Vogliamo che questa strada diventi patrimonio dell’Unesco. Superando i campanilismi, riusciremo a raggiungere l’obiettivo».
Antonio Modano, voce dei Molotov ha spiegato come attraverso la musica si possono aiutare i giovani a riscoprire le radici dimenticate e soprattutto a creare una nuova identità culturale. «L’Appia mette insieme le diversità, obiettivo comune anche di chi vuole restare in questa terra, ricca di eccellenze ma anche di diverse ombre».




