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    28/10/2026

Quindici, don Ciotti e Rosy Bindi all’inaugurazione del maglificio

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia6_quindici_100_passi.jpgQUINDICI – “Come aveva ben intuito Pio La Torre, come aveva ben intuito Falcone, come aveva intuito bene don Diana sappiamo bene che per combattere le mafie bisogna assicurare i responsabili alla giustizia, ma bisogna soprattutto privarli dei loro beni ed essere tutti insieme, pronti a fare la nostra parte perché la forza delle mafie è fuori dalle mafie. Ma se noi saremo più forti di loro, e possiamo esserlo, se saremo più coraggiosi di loro, e lo siamo sicuramente, li vinceremo, li sconfiggeremo e restituiremo ogni parte di questo territorio alla libertà e alla dignità che merita. Grazie a voi per aver scritto questa pagina”.

Plaude con convinzione Rosy Bindi, presidente della commissione antimafia, presente con il suo vice Claudio Fava, e con le altre istituzioni dello Stato, il prefetto Sessa, i procuratori D’Onofrio e Soviero della Dda, i parlamentari Paris e Giordano, la presidente del Consiglio regionale D’Amelio, il sindaco Santaniello all’inaugurazione, questo pomeriggio, del maglificio 100Quindici Passi, nell’ambito del progetto portato avanti a Quindici da Libera con il suo presidente provinciale Iandolo e tutto il gruppo dei suoi giovani collaboratori.

“Da beni esclusivi in mani mafiose a beni condivisi dalla collettività”: un passaggio importante che è stato sottolineato al momento del taglio del nastro da don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, che ha anche sollecitato la necessità che “la politica debba adesso fare la propria parte perché troppo tempo è passato”.

Quello di Quindici, il piccolo centro del Vallo di Lauro tristemente famoso per essere stato a lungo teatro della faida tra i due clan rivali dei Graziano e dei Cava, è il primo bene confiscato alle mafie della provincia di Avellino restituito alla collettività e riutilizzato per finalità sociali.

“Questo progetto, realizzato insieme al Comune di Quindici, Libera, Diocesi di Nola, Energia sociale e sostenuto da Banca Etica, non vuole essere solo un’iniziativa simbolica. In questa fase storica in cui la criminalità organizzata nel Vallo di Lauro prova a ristabilire la sua egemonia con attentati e intimidazioni – dichiara Francesco Iandolo, presidente provinciale di Libera – il maglificio rappresenta, invece, un’opportunità vera di riscatto e di sviluppo per l’intero territorio  anche in termini lavorativi. Sono già sette le persone assunte, selezionate attraverso un avviso pubblico, che andranno a realizzare maglieria tecnica per le forze dell’ordine”.

Una sfida, dunque, quella di Libera che, grazie al sostegno dello Stato e delle istituzioni, non si ferma di fronte alle intimidazioni della camorra come quella portata a termine proprio alla vigilia della cerimonia di oggi con l’esplosione di cinque colpi di fucile e che, nella terra che ha dato i natali a Umberto Nobile, il primo trasvolatore del polo Nord, punta a volare alto dando un’immagine diversa di questa terra.

“Il Vallo di Lauro – ha tuonato nel suo intervento il vescovo di Nola Beniamino Palma – non vuole più essere etichettato come il Vallo della criminalità, abbiamo altro di cui vantarci”.

 

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