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    18/04/2026

Ufita, è scontro tra Solimine e i vertici della Comunità montana. Forestali: la colpa è della Regione

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b_300_220_15593462_0___images_stories_com-_mont._ufita.jpgARIANO IRPINO – Questo il testo di due comunicati stampa della Comunità montana dell’Ufita, che ha sede ad Ariano Irpino: il primo è la risposta del presidente Ciasullo alle dichiarazioni del consigliere Giuseppe Solimine; il secondo riguarda la vertenza dei forestali.

“Accuse infondate e risibili. Basterebbe questo per rispondere al comunicato del consigliere delegato del Comune di Trevico, Giuseppe Solimine. Anche se è giusto sottolineare lo sconcerto per le affermazioni di un personaggio che vive di sindacato e politica da circa quarant’anni. Per molti aspetti, è sembrato quasi che l’assessore provinciale parlasse più di se stesso che dell’attuale esecutivo dell’ente. Solimine fa riferimento ad un “patto scellerato” per la guida della Comunità montana, una definizione perfetta per illustrare il salto della quaglia che lui ed il suo partito hanno operato a Palazzo Caracciolo, passando, senza alcun pudore, ad essere parte integrante di una giunta di centrodestra dopo aver governato con il centrosinistra. Ma, d’altronde, l’Udc è abituato a virare dove soffia il vento. Solimine pretende, invece, di criticare l’assetto di una giunta che, al fianco di esponenti del Partito democratico, presenta assessori che non hanno alcuna tessera politica. Tra l’altro, l’esecutivo rappresenta al meglio l’intero territorio dell’ente. Fa sorridere, poi, la definizione di “strappo” tra maggioranza e opposizione. Di quale strappo si parla? La minoranza è rappresentata, in Comunità montana, da due elementi: il delegato del Comune di Trevico ed il sindaco di Castel Baronia Carmine Famiglietti. Per creare un po’ di ‘scena’, Solimine ha provato pure ad urlare durante l’ultima seduta del consiglio generale, ma nessuno si è scomposto. Anzi, tutti i consiglieri di maggioranza – ben dodici sui quindici presenti – hanno ribadito l’apprezzamento nei confronti dell’operato del presidente e della giunta. Anche se Solimine – come suo costume – dopo il solito comizio, in cui ha vomitato accuse infondate, è andato via senza ascoltare eventuali repliche. Piuttosto, il consigliere delegato del Comune di Trevico dovrebbe dare spiegazioni sul suo operato e spiegare come mai è tornato alla carica in Comunità montana proprio nel momento in cui si parla di una conclusione anticipata del suo mandato in Provincia. Evidentemente, oltre all’arroganza, quel riferimento alla bramosia di potere era riferito alla sua persona. Solimine vorrebbe tornare alla guida di un ente che l’attuale governo sta risollevando dopo i disastri della sua amministrazione. Tra l’altro, è bene ribadire che il presidente Oreste Ciasullo e la giunta lavorano a titolo completamente gratuito, contrariamente al consigliere di Trevico, che percepiva, invece, un ricco stipendio. Ridicole, poi, le accuse sui forestali: la colpa dei mancati stipendi è tutta e sola della Regione Campania, al cui governo ci sono due autorevoli esponenti del partito di Solimine, il vice presidente Giuseppe De Mita e l’assessore Pasquale Sommese. Perché non pretende da loro un impegno concreto per gli enti montani ed i lavoratori anziché puntare il dito su chi non ha alcuna responsabilità? Sugli operai a tempo determinato, il consigliere dovrebbe fare un altro mea culpa. Il turn over era stato autorizzato dalla Regione Campania già nel 2007, ma l’allora presidente Solimine non è riuscito a concludere il percorso per l’assunzione dei lavoratori. È giusto dire agli idraulico forestali che se Solimine avesse adempiuto alle sue responsabilità oggi sarebbero già assunti a tempo indeterminato? Infine, è bene ricordare che, da tempo, l’esecutivo dell’ente di via Cardito rivendica un controllo capillare di tutte le procedure adottate, anche quelle degli anni addietro. Il presidente e la giunta non hanno alcunché da temere. Anzi, si sono assunti responsabilità in proprio solo per garantire una prospettiva lavorativa a 220 giovani. Per il passato, invece, abbondano atti ‘anomali’, che dovrebbero essere oggetto di una spiegazione: Solimine ricorda, ad esempio, che ha stanziato tremila euro per il restauro di una mummia egizia a Parma? Un passaggio, infine, è opportuno riservarlo alla nomina di nuovi capi area: si tratta di una redistribuzione, peraltro sperimentale ed a tempo, delle responsabilità finora attribuite all’ingegnere Guido Di Paola - che ha lasciato l’ente - che non comporterà alcun aggravio di spesa per le casse dell’ente”.

Questo, invece, il comunicato sulla vertenza dei forestali:

ARIANO IRPINO – “Siamo al fianco dei lavoratori. Il presidente Oreste Ciasullo e l’esecutivo della Comunità montana dell’Ufita esprimono la più totale e incondizionata solidarietà agli operai che hanno tenuto un sit in nei pressi della sede dell’ente per rivendicare il pagamento delle spettanze arretrate. La giunta e la struttura tecnica sono al lavoro senza sosta per chiedere risposte concrete e impegni certi da parte dell’amministrazione regionale. L’unica responsabile di questa situazione è, infatti, la Regione Campania che si dimostra ancora poco interessata alle zone interne ed agli operai idraulico forestali. L’esecutivo della Comunità montana, invece, ha fatto tutto quanto nelle sue possibilità – anche nel corso dell’ultimo consiglio generale è stato approvato all’unanimità un documento di condanna nei confronti di Palazzo Santa Lucia - anticipando agli operai tutto quanto era nelle casse dell’ente. La possibilità di controlli non spaventa: tutto è stato fatto alla luce del sole solo per favorire i dipendenti dell’ente, gli impiegati e gli operai, quelli assunti a tempo indeterminato e quelli impegnati nel turn over.

Dispiace dover assistere ad una guerra tra poveri – l’assunzione degli interinali è stata autorizzata dalla Regione che deve garantire il pagamento di tutti gli addetti – e dispiace oltremodo che i lavoratori si facciano fuorviare da alcuni personaggi in cerca di autore, che per mascherare la loro incapacità a tutelare gli iscritti scaricano le colpe sui vertici dell’ente.

Un atteggiamento ingiustificato ed ingiustificabile, come le dichiarazioni della triade formata da Raffaele Tangredi, Carlo Ceccarella e Antonio De Lillo in rappresentanza di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. I tre fanno riferimento – senza spiegarne i reali motivi che conoscono benissimo – al mancato riconoscimento di crediti nei confronti della Comunità montana dell’Ufita per l’anno 2011. La Regione – e lo ha spiegato anche il presidente Oreste Ciasullo nel corso dell’ultima seduta del consiglio generale – non riconosce ulteriori fondi alla Comunità montana dell’Ufita perché tutti gli stipendi del 2011 sono già stati pagati. Palazzo Santa Lucia non rimborsa quanto anticipato dalla Comunità montana per le mensilità del 2011: una somma dovuta che avrebbe potuto dare nuovo ossigeno ai lavoratori”.

 

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