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    20/08/2017

Sant’Angelo onora Gabrielli e la Polizia di Stato. Roberti: «Legalità e giustizia per affrontare le grandi sfide»

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Il capo della polizia GabrielliSANT’ANGELO DEI LOMBARDI – “Noi abbiamo davanti grandi sfide che dobbiamo affrontare e fronteggiare con il rispetto della legalità e della giustizia. Quindi, siamo tutti mobilitati, tutti i responsabili delle istituzioni locali e nazionali siamo mobilitati per affermare questi grandi principi che sono le uniche armi di cui disponiamo per poter contrastare i grandi fenomeni criminali che non sono soltanto quello migratorio, che oggi è all’ordine del giorno, ma non dimentichiamoci delle mafie, del terrorismo ed anche dei traffici di stupefacenti” .

È quanto ha dichiarato Franco Roberti, procuratore nazionale Antimafia, presente a Sant’Angelo dei Lombardi, presso il cui tribunale aveva svolto la sua attività di magistrato, alla cerimonia promossa dall’amministrazione comunale nel castello degli Imperiale per il conferimento della cittadinanza onoraria al capo della polizia Franco Gabrielli ed all’intera polizia di Stato.

“L’Alta Irpinia – ha spiegato ancora Roberti – è sempre stato un territorio attenzionato dalle organizzazioni mafiose campane proprio perché non essendo per fortuna un territorio con insediamenti mafiosi può rappresentare un obiettivo per il riciclaggio e gli investimenti illeciti, per tutto quello che fa parte dell’armamentario mafioso soprattutto per quello che riguarda il profilo economico.  Penso che il presidio delle forze dell’ordine debba essere presente sul territorio e debba essere capillare”.

Il capo della polizia, giunto in elicottero presso l'elisuperfice dell'ospedale Criscuoli con l’assistenza assicurata dai vigili del fuoco del distaccamento di Lioni, è apparso molto emozionato al momento del conferimento della onorificenza da parte dell’amministrazione. Gabrielli, all’indomani del terremoto del 1980, era arrivato nel paese altirpino, insieme con Lioni epicentro di quel terribile evento, per svolgere la sua opera di volontario. Furono allora gettate le basi della futura Protezione civile.

Presenti, tra gli altri, anche Matteo Piantedosi, originario di Pietrastornina, attuale prefetto di Bologna, e Antonio De Iesu, questore di Napoli, già alla guida delle questure di Milano e Avellino.

 

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