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    21/07/2018

Il terzo ciak/Trevico ricorda Ettore Scola

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Da sx: Pizzulo, Calabrese e SperanzaTREVICO – Trevico ricorda Errore Scola. Anche quest’anno, per la terza volta, l’associazione culturale “Irpinia Mia”, presieduta dalla professoressa Maria Raffaella Calabrese, ha organizzato l’incontro con un giovane irpino, appassionato di teatro e cinematografia, che ha scelto il cinema di Ettore Scola per la sua tesi di laurea magistrale. Quest’anno è stato scelto Domenico Pizzulo, originario di Vallesaccarda che si è laureato a Bologna con la tesi “Ettore Scola tra teatro e letteratura: la serata più bella della mia vita e Ballando Ballando”.

Maria Raffaella Calabrese nella sua dotta e articolata introduzione, non ha mancato di sottolineare le finalità culturali del sodalizio che presiede e, dopo aver evidenziato che la sede dove si  stava svolgendo la manifestazione è la casa dove nacque il grande regista,  ha rimarcato le finalità degli incontri annuali “Ciak si gira”.  “È la ricerca di giovani intellettuali  irpini – ha detto – che hanno intrapreso la via cinematografica e provano ad approfondire e valorizzare l’opera di quel grande maestro che è stato Ettore Scola nel campo. L’anno scorso – ha continuato – altri due giovani analizzarono con le loto tesi il film Trevico-Torino. I film analizzati quest’anno da Domenico Pizzulo – ha concluso – sono  “La serata più bella della mia vita” e “Ballando ballando”.

Ha preso la parola Domenico Pizzulo che, partendo dal film “La serata più bella della mia vita”,  ha fornito una dettagliata analisi del linguaggio, degli elementi letterari e dell’influenza teatrale che ha caratterizzato l’opera di Ettore Scola. La proiezione in contemporanea del film in oggetto ha consentito al relatore di sottolineare la particolarità degli atteggiamenti degli attori, scelti appositamente dal  regista, e la figura di Alberto Sordi.

Parlando poi di “Ballando Ballando”, girato tra il 1982-83 e risultato tra i più premiati,  Domenico Pizzulo ha messo l’accento sull’abitudine di Ettore Scola di fare sempre riferimento al cammino della storia nei suoi film. In Ballando Ballando, in particolare, segue l’andamento dei comportamenti, del modo di vestire e degli atteggiamenti partendo dal 1936 fino agli anni Ottanta.

La parola è passata a Paolo Speranza, riconosciuto studioso e intenditore di cinematografia, che ha aperto il suo intervento dichiarando l’emozione e l’onore di parlare a pochi passi dalla camera dove nel 1931 nacque Errore Scola. Analizzando i film presentati e allargando via via l’interesse per tutta l’opera del regista, ha messo in risalto una delle caratteristiche, forse unica, di Scola: “Ettore Scola è forse l’unico  regista  al mondo a prediligere, nelle riprese, gli spazi stretti. In altri termini – ha continuato – immagini e dialoghi spesso prediligono luoghi claustrofobici come quel dialogo che, in un suo film, si svolge in una carrozza diretta a Varen”.

 

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