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    21/10/2018

Carife, resta un sogno l’apertura del museo archeologico?

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Carife, contrada Addolorata, tomba sanninitica a camera, IV secolo a.CCARIFE – La voce si era sparsa all’inizio dell’estate. Tutta la comunità era ormai convinta che durante l’estate sarebbe stato aperto il museo archeologico. I più informati indicavano la fine di agosto come data per l’avvenimento. “Dopo trenta anni, sarebbe pure l’ora”, riferivano i più scettici.

Agosto purtroppo è già trascorso da un bel po’ e dell’apertura del museo ancora nessuna traccia. Durante l’estate, come accade da trenta anni, solitamente in prossimità delle votazioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale, la farsa si ripete. Cominciano lavori di ristrutturazione dell’edificio che dovrebbe ospitare  gli eccezionali reperti  rinvenuti nel territorio di Carife e dei paesi limitrofi e poi tutto si mette a tacere.

Questa volta i lavori eseguiti hanno riguardato la istallazione di tutte le strutture di sicurezza per la salvaguardia dei reperti. Sono stati montati porte e infissi rinforzati, sono state collocate le telecamere sugli accessi, è stata adottata ogni iniziativa per garantire la perfetta sorveglianza dei locali dove dovrebbe esserci l’esposizione.

A questo punto, ferma restando la speranza che sia solo un ritardo della Soprintendenza, che ancora non ha approntato i reperti, si può facilmente immaginare che la storia si ripeterà anche per i prossimi cinque anni e che il museo resterà ancora un sogno. Probabilmente i carifani non hanno compreso a pieno l’importanza di un museo in un paese come Carife e dell’economia che potrebbe attivare

Il ritrovamento del villaggio neolitico scoperto in contrada Aia di Cappitella e delle necropoli sannitiche,  che hanno riportato alla luce la civiltà pre-romana che interessò la Valle dell’Ufita e i contrafforti della Baronia non hanno minimamente inciso sulla storia contemporanea di questo paese e di questa comunità che potrebbero vantare origini antichissime. Infatti la presenza abitativa nel territorio di Carife e della Baronia, al di là dei segni risalenti al Paleolitico, è documentata a partire dal Neolitico medio. Da analisi al carbonio risulta che il villaggio di Aia di Cappitella risale al 4.000 avanti Cristo. Da allora sul territorio si sono alternate presenze  dell’Eneolitico, dell’età del ferro, dei Sanniti  e dei Romani.

 

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