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    18/11/2018

Oasi di Conza, dall’Unpli no al parco eolico. La nota delle associazioni

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia6_eolico.jpgCONZA DELLA CAMPANIA – Le Pro Loco della  provincia di Avellino riunite in assemblea, tra gli argomenti discussi, all’unanimità dopo ampio confronto hanno espresso forte contrarietà alla costruzione del parco eolico in prossimità dell’oasi di Conza.

L’area interessata – si legge in una nota – va salvaguardata non solo per la tutela e il rispetto dell’ambiente, della fauna e del paesaggio, ma anche per lo sviluppo turistico del territorio nel suo complesso per la presenza da lì a pochi chilometri di attrazioni culturali ed archeologiche di forte interesse.

Pertanto, chiedono di fermare e ripensare all’insediamento del polo eolico che se da un lato dà la possibilita di creare energia pulita, dall’altro lato provoca un danno all’ambiente e al territorio di gran lunga superiore scoraggiando investimenti nel turismo ed alimendando lo spopolamento dei paesi.

Inoltre, sempre nell’ambito del paesaggio e in linea allo sviluppo turistico dell’Irpinia, chiedono che ci sia un piano per lo sfruttamento dell’energia pulita coinvolgendo gli enti locali e sentendo le associazioni presenti sul territorio.

Aggiornamento del 15 ottobre 2018, ore 15.05 - La decisione della Regione Campania di autorizzare la  realizzazione un parco eolico mediante la costruzione di 11 torri di aereogenerazione a pala, dall’altezza di  60 metri, da parte di un’azienda privata del settore,  in prossimità di uno dell’Oasi del Wwf  presso il bacino idrografico di Conza della Campania, rappresenta l’ennesima decisione che collide con la tutela e la valorizzazione del territorio irpino e il rispetto delle volontà delle comunità locali. L’area – si legge in un comunicato congiunto di Gabriele Lepore e Franco Mazza, coordinatori di MoviMentiLocali Tufo e Salviamo la Valle del Sabato – è famosa in tutta Europa per essere diventata una importante riserva naturale di fauna e di flora-vegetativa, un luogo strategico delle grandi rotte migratorie volatili e per la permanenza di una biodiversità in un contesto di microclima unico nel Mediterraneo, che richiama turisti, appassionati e studiosi  da ogni parte del mondo.

Questo vero e proprio scrigno rientra nelle aree protette dalla “Rete Natura 2000” come sito di “Importanza comunitaria”, “Zona speciale di conservazione” e “Zona di protezione speciale” ed è il principale strumento della politica dell'Unione europea per la conservazione della biodiversità diffusa su tutto il territorio continentale  istituita per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

Siamo convinti che il ricorso ai combustibili fossili a scopo energetico debba rapidamente lasciare il posto alle rinnovabili. Sicuramente l'eolico è tra queste. Perciò in linea di principio è una fonte da incentivare, ma il problema è che spesso non si tiene conto di limiti, di impatto visivo e di possibili gravi condizionamenti al patrimonio più prezioso che possediamo, la biodiversità. Ma siamo anche consapevoli che l'intero territorio irpino da anni sia sotto attacco. Lo spopolamento delle nostre terre e l'indifferenza di ampi settori della società irpina di certo non aiutano perché si corre il rischio che il nostro territorio diventi un luogo utile al solo sfruttamento, a favore delle zone costiere e non per favorire un sano riequilibrio regionale. È perciò prezioso il lavoro che si può fare dal basso ad opera dei comitati di cittadini per far crescere la consapevolezza e per spingere alla partecipazione a battaglie utili a preservare l'ambiente, il patrimonio naturalistico, la dignità, la vita! Noi siamo pronti a fare la nostra parte.

Per questi motivi come  associazioni “Salviamo la Valle del Sabato” e “MoviMentiLocali – Tufo”,  che si battono per la tutela e la valorizzazione del territorio irpino, ci riconosciamo in pieno nelle ragioni della battaglia di opposizione al previsto parco eolico di Conza della Campania, sostenuta dal Wwf e dalle associazioni e dai movimenti dell’Alta  Irpina,  spinti da un sentire comune che intende sostenere con forza il principio dello sviluppo sostenibile  non piegato alle sole logiche dello sfruttamento e dello snaturamento del nostro territorio.

Pertanto rivolgiamo ai cittadini, agli enti locali, alle forze politiche, sindacali e associative un accorato  appello perché ci si riconosca in questa ennesima battaglia e ci si batta con la forza della civiltà per indurre la Regione Campania a una sospensione della procedura amministrativa e a un ripensamento dell’intervento stesso e  perché venga salvaguardata l’Irpinia e la stessa immagine internazionale dell’intera  regione.

 

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