MONTORO INFERIORE – Sul progetto di fusione tra Montoro Inferiore e Montoro Superiore è polemica tra il sindaco del primo Comune Carratù e il consigliere di opposizione del secondo, Giannattasio. Quest’ultimo – come si legge in una nota diffusa dal primo cittadino di Montoro Inferiore – avrebbe affermato: “quel deficit economico–finanziario maturato negli anni […] che può capitare sulla testa di qualunque Ente che nel tempo ha avuto politiche dinamiche ed espansive, per le quali si può incorrere in errori di valutazione del rischio derivante da processi e progetti legati allo sviluppo locale”. Carratù respinge il contenuto della dichiarazione di Giannattasio, sottolineando che le logiche di sviluppo attuate dal Comune di Montoro Inferiore non sono state mai frutto d’improvvisazione o di spirito di avventura, bensì il risultato di una programmazione politica di alto livello che ha richiesto notevole impegno. Quindi, Montoro Inferiore – aggiunge ancora Carratù – all’interno del progetto di fusione non può essere considerato l’anello debole. “Al contrario, il patrimonio di cui l’Ente dispone è ampio, i servizi erogati all’avanguardia e le prospettive future più che favorevoli” afferma Carratù. “I nuovi edifici scolastici, efficienti e sicuri, sono solo un esempio delle politiche perseguite dagli amministratori in questi anni. Senza contare gli innumerevoli interventi che ancora si stanno attuando per creare le condizioni per uno sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro territorio.”
Il sindaco di Montoro Inferiore si dice certo che gli amministratori del suo Comune metteranno a disposizione della nuova municipalità che nascerà dalla fusione le doti di capacità e onestà con cui finora hanno governato. Dopo aver fatto notare che Montoro Inferiore ha rispettato il patto di stabilità, Carratù obietta a Giannattasio che il dinamismo è sicuramente preferibile ad una staticità infruttuosa. “Sono trascorsi oltre 15 anni da quando si è iniziato a discutere del tema della fusione con passi in avanti e passi indietro dovuti ai diversi orientamenti delle amministrazioni locali” osserva ancora il primo cittadino di Montoro Inferiore. “L’indizione del referendum segna il passo e dimostra che gli attuali sindaci, insieme ai rispettivi Consigli comunali, hanno avuto il coraggio di buttare i singoli problemi amministrativi oltre l’ostacolo, mettendosi a disposizione delle loro comunità per un futuro sicuramente migliore da tutti i punti di vista”.
La lunga nota del sindaco di Montoro Inferiore si chiude con un’ultima frecciata al consigliere di Montoro Superiore. La sua iniziativa giunge tardiva, afferma Carratù, giacché gli atti d’indizione del referendum sono già alla firma del presidente Caldoro. In ogni caso, conclude Carratù, non può sfuggire al consigliere Giannattasio che il referendum è soltanto consultivo. Spetterà poi al Consiglio regionale decidere se i due Comuni dovranno o meno fondersi, indipendentemente dall’esito della consultazione popolare.




