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    25/11/2020

Sant’Angelo dei Lombardi, Borrelli e Roberti al seminario sul terremoto del 1980

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia11_terrem_ids.jpgSANT’ANGELO DEI LOMBARDI – L’istituto scolastico Francesco De Sanctis di Sant’Angelo dei Lombardi, in collaborazione con il Rotary Club Hirpinia Goleto Sant’Angelo dei Lombardi, con il Distretto 2100 Italia e Avellino Est Centenario, ricorda il sisma del 23 novembre 1980 in Campania e Basilicata. In occasione del quarantennale promuove un seminario in diretta streaming dalle pagine istituzionali della scuola e del Rotary Club Hirpinia Goleto sabato 21 novembre 2020 alle ore 10.00.

Si tratta di un doveroso momento di riflessione su una tragedia che ha cambiato in pochi secondi la vicenda umana di centinaia di migliaia di persone, modificando la storia di intere comunità in Irpinia e nel Mezzogiorno. Il terremoto del 1980 sarà analizzato e dibattuto da diversi punti di vista: l’emergenza delle prime ore, la solidarietà nazionale e il rischio sismico. L’obiettivo è trasmettere alle nuove generazioni, agli studenti, l’importanza e il valore della prevenzione, della sostenibilità ambientale, nel ricordo di quanti in quei giorni persero la vita, il lavoro e il futuro.

I lavori saranno aperti dal professor Gerardo Cipriano, dirigente scolastico dell’istituto Francesco De Sanctis di Sant’Angelo dei Lombardi e Caposele. Porteranno il saluto: Massimo Franco governatore del Distretto Rotary 2100; Raffaele Capasso, presidente del Rotary Club Hirpinia Goleto Sant’Angelo dei Lombardi; Giuseppe Manzo, presidente Rotary Club Avellino EstCentenario. Introdurrà il dibattito il video di Antonio Di Martino “La memoria rimossa”. Relazionerà Angelo Borrelli, capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale.

“I Comuni oggi e l’esperienza della ricostruzione” è il tema su cui si confronteranno: Marco Marandino sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi; Yuri Gioino sindaco di Lioni; Lorenzo Melillo sindaco di Caposele; Amado Delli Gatti, sindaco di Torella dei Lombardi; Rosanna Repole consigliera provinciale di Avellino e già sindaco di Sant’Angelo; Rosa D’Amelio, ex presidente del Consiglio regionale della Campania e già sindaco di Lioni.

La seconda parte del seminario, dedicata a “le testimonianze-la speranza” sarà introdotta dal video elaborato dagli studenti dell’istituto De Sanctis. Interverranno: Ernesto Aghina presidente del tribunale di Torre Annunziata; Franco Roberti, europarlamentare e già procuratore nazionale Antimafia; Giovanni Vitaloni, ammiraglio di squadra e referente nazionale della Protezione civile per i distretti Rotary italiani; Luigi Fiorentino, capo di gabinetto del ministero dell’Istruzione; Gerardo Capozza, consigliere particolare del presidente del Consiglio Conte per il Mezzogiorno; Ortensio Zecchino, ex ministro della Ricerca scientifica e presidente Biogem.  A conclusione della giornata seminariale il video di poesia e teatro curato da Emanuela Sica e Antonio Bergamino.

“Il nostro istituto propone spesso seminari prestigiosi nella convinzione che iniziative simili possano favorire, oltre che l’arricchimento in senso trasversale dei percorsi didattici inseriti all'interno del piano dell'offerta formativa triennale, anche attività di orientamento come indicato dal quadro europeo (J. Delors, Cresson)” afferma il dirigente scolastico Gerardo Cipriano. “Obiettivo di questa iniziativa è di accrescere la consapevolezza sui rischi per il territorio, in particolare quello sismico. Intendiamo fornire con maggiore cognizione di causa, informazioni precise, promuovendo la collaborazione e attiva degli studenti e delle famiglie”. Per il professor Cipriano “va sviluppata una cultura della sicurezza sismica a partire dai nostri giovani studenti”. Senza la prevenzione il costo in vite umane, in danni al patrimonio e al tessuto sociale, rappresentano un fattore di rischio inaccettabile di fronte alle tragedie che il nostro Paese ha già registrato in questi decenni. Da Sant’Angelo dei Lombardi, tra i centri più colpiti del sisma di 40 anni fa, arriva una delle testimonianze più significative sull’importanza della solidarietà e di un soccorso tempestivo.

“La capacità e rapidità di risposta dopo 40 anni sono enormemente migliorate, grazie anche all’efficienza della rete sismica nazionale e alle banche dati sulla vulnerabilità sismica che consentono in pochi minuti, noti i parametri essenziali della scossa sismica, di eseguire una stima attendibile del danno probabile e di disporre con razionalità i soccorsi necessari. Anche il De Sanctis fa parte della rete sismica nazionale, con una stazione sismologica nella sede centrale rimessa in funzione dal prof. Gaetano Festa, del Dipartimento di Geofisica della Federico II”.

Ha mosso i primi passi in questi luoghi disastrati nel novembre 1980 una delle istituzioni italiane più celebrate nel mondo: il Dipartimento della Protezione civile. “Questa giornata è l’occasione per sottolineare la funzione imprescindibile della Protezione civile italiana, ispirata dall’azione sicura efficace e innovativa del compianto Giuseppe Zamberletti, alto commissario per il coordinamento della Protezione civile durante l’emergenza. Oggi quella esperienza soccorre e protegge i cittadini italiani da ogni minaccia, naturale e non, come la straordinaria azione in atto in questi mesi di pandemia ci dimostra ogni giorno”.

Il professor Cipriano conclude ricordando l’impulso che l’evento sismico in Irpinia e Basilicata ha dato alla ricerca. “Il terremoto del 1980 ha rappresentato una svolta dal punto di vista scientifico nel campo sismico e geologico: partendo dalla definizione delle faglie che lo generarono un pool di ricercatori italiani e stranieri elaborarono per la prima volta studi di micro-zoonizzazione sismica. Occorre finanziare la ricerca scientifica, occorrono nuovi investimenti. E’ necessario investire nella sicurezza degli edifici scolastici e del tessuto urbano e industriale”.

In conclusione un pensiero alle migliaia di vittime causate dal terremoto: “Certamente quella notte del 23 novembre 1980 ha segnato una frattura temporale che divise mille biografie, mille storie, mille luoghi tra tutto ciò che era «prima del terremoto» e tutto ciò che sarebbe stato «dopo il terremoto»: altro refrain nel repertorio della storia e della memoria collettiva”.

 

 

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