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    17/04/2026

Consorzio di bonifica dell’Ufita, una piccola struttura con grandi idee

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia6_consorzio_ufita.jpgGROTTAMINARDA – Nell’attuale panorama provinciale non c’è da stare molto allegri valutando la situazione delle amministrazioni e degli enti operanti sul territorio. Comuni commissariati con notevoli problematiche di tipo economico, enti di servizio che annaspano tra un fallimento ed un altro: un quadro desolante che se non scoraggia certo non invoglia investimenti ed attività produttive.

In questa non rosea situazione ci si sorprende che poi vi sono piccole realtà, anche poco conosciute, che invece operano per raggiungere i loro fini istituzionali e ci riescono sia pur con mille difficoltà.

Già questo sarebbe più che sufficiente, ma poi ti accorgi, andando ad approfondire, che quelli che operano in tale struttura non si limitano a fare il loro mestiere ma hanno anche una capacità progettuale ed una notevole lungimiranza.

Si sta parlando del Consorzio di bonifica dell’Ufita, oggi validamente presieduto da Francesco Vigorita che conta un manipolo di funzionari, tecnici ed operai che si prodigano per ottenere i risultati a servizio della comunità servita. Diretto fino a poco fa dall’ing. Elziario Grasso, da poco in pensione ma rimasto a collaborare anche come memoria storica, oggi la direzione è passata nelle mani del quasi omonimo ing. Antonio Grasso.

Chi scrive ha avuto il piacere di collaborare da tempo con quelli che oggi sono sinceri amici ed ha potuto constatare la fattività del gruppo. Il Consorzio ha realizzato numerosissime opere che sarebbe anche lungo descrivere per cui ci si soffermerà su quelle che maggiormente indicano la capacità dell’ente.

A parte una complessa rete irrigua ampiamente interconnessa con varie vasche di accumulo ed un campo pozzi per l’alimentazione del sistema vi sono soluzioni importanti ed innovative. Innanzitutto la Diga Macchioni, unico esempio di invaso in provincia, visto che sia quello di Conza che quello di Monteverde sono invasi realizzati dalla Puglia e per la Puglia, Ma questo non basta perché, avendo notato che a causa del cambiamento climatico (questa volta proprio sì) la diga si riempie solo negli anni più favorevoli, hanno proceduto con la realizzazione di una derivazione dal Torrente San Nicola di una portata integrativa per sopperire alle necessità.

Oltre a ciò ad Ariano hanno realizzato un impianto per il recupero a fini irrigui delle acque depurate,  cosa di cui si discetta anche a livello nazionale.

Ma quello che è un fiore di cui si hanno pochi esempi e che è una tecnica molto sponsorizzata a livello mondiale è stata la realizzazione della traversa al ponte delle Doganelle, presso Grottaminarda, che sbarrando la subalvea del fiume Ufita costringe le acque ad accumularsi nell’ alluvionale sotteso facendo recuperare la falda idrica e realizzando di fatto un invaso sotterraneo.

Invaso che rende disponibili maggiori risorse e che le conserva anche proteggendole dalla evaporazione. Un modello veramente intelligente e futuristico che dimostra la lungimiranza di un gruppo di ”tecnici di provincia” competenti ed  appassionati che sanno guardare lontano.

Purtroppo, come ho detto, questa capacità appare molto rara.

 

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