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    25/10/2026

Valle del Sabato, è allarme inquinamento

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Un tratto del fiume SabatoVALLE DEL SABATO – L’allarme per l’inquinamento dell’aria e delle acque si sta diffondendo a macchia d’olio nei Comuni della Valle del Sabato. In una zona fortemente antropizzata sono insediati stabilimenti industriali di rilevanti dimensioni, a partire dalla Fma e dalla Novolegno. Le condizioni ambientali sono aggravate dalla presenza di una serie di importanti arterie viarie (autostrada A16, strada statale 7), che contribuiscono non poco all’incremento delle emissioni di anidride carbonica ed altre sostanze inquinanti. Sta di fatto che, sebbene non vi siano dati ufficiali, nei Comuni della valle si assiste ad un progressivo aumento delle neoplasie e di altre patologie che potrebbero essere direttamente connesse all’inquinamento atmosferico.

In realtà, l’amministrazione provinciale di Avellino commissionò qualche anno fa uno studio apposito al Cnr di Lecce. A quel che è dato sapere, gli esiti dell’indagine hanno in qualche misura confermato le preoccupazioni degli abitanti della zona in merito al degrado delle condizioni atmosferiche. E, tuttavia, sembra che le fonti di inquinamento non siano esclusivamente riconducibili agli opifici ed agli insediamenti industriali. Gli agenti inquinanti più importanti sarebbero stati individuati proprio nel traffico veicolare delle arterie varie a scorrimento veloce e nei fumi derivanti dagli impianti di riscaldamento domestico. Peraltro, nessuno dei fattori di inquinamento, in sé considerato, sarebbe tale da causare il superamento dei limiti di guardia: tale fenomeno, infatti, sarebbe imputabile all’azione combinata di tutti i vari agenti inquinanti. Ciò significa che gli interventi correttivi devono essere esercitati nel senso di limitare (se non addirittura escludere) nuovi insediamenti produttivi e di ridurre l’impatto degli altri fattori di inquinamento.

Altrettanto critiche sono le condizioni in cui versano le acque del fiume Sabato. Da anni nel corso d’acqua che attraversa la valle si sversano liquami di ogni tipo che causano l’inquinamento di quelle stesse acque che vengono utilizzate da vari agricoltori per irrigare i campi. E da anni si avanzano proposte dirette alla istituzione di un parco fluviale o, comunque, dell’avvio di una bonifica che, però, non ha mai avuto inizio.

Non è un caso, quindi, se negli ultimi mesi nei Comuni della Valle del Sabato si sono moltiplicate le iniziative per stimolare le istituzioni affinché si facciano carico di un problema che hanno finora colpevolmente sottovalutato. In realtà, qualche anno fa le amministrazioni locali stipularono un protocollo d’intesa per avviare studi e monitoraggi sul fenomeno. Purtroppo, l’accordo non ha avuto seguito né sono stati fatti passi in avanti verso altre direzioni. Nel frattempo, tra le altre iniziative assunte, i comitati della Valle del Sabato stanno promuovendo anche una raccolta di firme per un esposto che sarà presentato alla Procura della Repubblica di Avellino.

 

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