LAURO – “Quando parlano di mancanza di collegialità, non so proprio a cosa si riferiscano”. A parlare è Salvatore Mazzocca, il sindaco di Lauro da poco sfiduciato da otto consiglieri comunali, quattro di maggioranza più l’opposizione, con conseguente decadenza dall’ufficio di primo cittadino. “Dall’altro lato c’era gente che non voleva ascoltare – ribadisce l’ormai ex sindaco – dopo questa rottura che era sorta da tempo. Non è stato mostrato nessun rispetto, sia politico che umano. Non ho anticipato le mie dimissioni perché ho sperato fino all’ultimo di evitarle. Sono responsabilità, quelle di far cadere un’amministrazione dopo appena un anno di vita, che prenderanno loro dinanzi alla gente”.
Dall’altro lato della “barricata” ci sono Rossano Sergio Boglione, Francesco Sepe, Fania Lauro e Giacinto Bossone: sono loro i quattro componenti della maggioranza che hanno sfiduciato Mazzocca. Antonio Bossone, Florisa Siniscalchi, Antonio Raffaele e Armando Rega, invece, i rappresentanti dell’opposizione. Da tempo si era aperta la “crisi” al Comune di Lauro dove all’interno della maggioranza si erano costituiti due gruppi, facenti capo, uno al sindaco e l’altro ai consiglieri dimissionari. Poi le dimissioni, prima di Giacinto Bossone da delegato all’ambiente, poi degli assessori Boglione e Peluso (esterno) e della delegata Lauro. Nessuna possibilità di rientro nelle due settimane di “passione” che hanno preceduto la presentazione delle dimissioni, avvenuta alle 9.25 del 17 maggio, giusto un anno dopo l’elezione a sindaco di Salvatore Mazzocca.
La mancanza di confronto in maggioranza con la propensione di decidere autonomamente, il motivo per cui i “ribelli” hanno abbandonato Mazzocca.
“Da parte nostra – spiegano i consiglieri dimissionari in un documento – è venuta meno la fiducia riposta nel sindaco. Un amministratore oramai abituato a svolgere il proprio ruolo in maniera solitaria, senza informare i sottoscritti, oppure discutendone solo con qualche suo fidato consigliere. È certo che la nostra è stata una decisione sofferta ma oggi inevitabile, visto come sono cambiate le originarie condizioni politiche. Da un vero “senso” di squadra e di “appartenenza”ad un gruppo unico e coeso, pronto a lavorare per il bene del paese, si è passati ad un improvviso “distacco”, un tipico raffreddamento dei rapporti politici ed umani. Ne è nata una sorta di ristretta cerchia, formata da intimi del sindaco, che decideva autonomamente le sorti del paese senza degnarsi di informare la maggioranza tutta. Una situazione, per noi, insostenibile, tanto che le nostre perplessità sono state anche poste ai nostri elettori, proprio per avere un confronto aperto e libero, a differenza di altri, sulle prospettive delle nostre decisioni politiche”.
Mazzocca per tutta risposta spiega: “Non abbandonerò la politica. Me lo hanno chiesto un gruppo di giovani che ha ancora fiducia in me. Spero solo che il prefetto invii un commissario che tenga a cuore quello che è stato di buono per Lauro”.




