www.giornalelirpinia.it

    25/10/2026

Spagnuolo come Renzi: «Nessun rimpasto, ora tutti al lavoro»

E-mail Stampa PDF

nella foto: il sindaco di Atripalda Spagnuolo, poi Tuccia, Parziale e SciosciaATRIPALDA – «Devo dire di trovarmi d’accordo con il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi: i rimpasti sanno proprio di Prima Repubblica». Se il vecchio adagio più ripetuto di questi tempi è “anno nuovo vita nuova”, per il momento al Comune di Atripalda l’andamento rimane praticamente lo stesso. Si esprime così il sindaco Paolo Spagnuolo a riguardo della «maggiore visibilità» richiesta dai democratici in seno alla maggioranza per voce del vicesindaco Tuccia: ottenere un nuovo assessore in base ai mutati - ormai già da diversi mesi - rapporti di forza. La pattuglia piddì conta quattro elementi, ovvero Luigi Tuccia, Valentina Aquino e le transfughe Fabiola Scioscia e Gianna Parziale, una proveniente da Città Nuove, l’ultima passata dai banchi di minoranza a quelli di maggioranza entrando nel Pd. Un assessore ogni due rappresentanti: era questo l’accordo di lista preelettorale. Ma il primo cittadino non vuole sentirne parlare per ora e veste i panni del pacificatore: «Capisco le motivazioni del Partito democratico, ma al momento dobbiamo solo pensare a lavorare. Ci sarà una redistribuzione delle deleghe, in cui coinvolgerò sicuramente Gianna Parziale dopo averlo fatto con tutti gli altri partiti. Le sono legato da molti anni di amicizia – conferma Spagnuolo – conosco le sue qualità e sono convinto che potrà essermi molto utile per la vita futura del governo di città». È chiaro dunque il progetto del sindaco: domare il vulcano del dissenso pronto ad esplodere in qualsiasi momento mantenendosi in un «clima di pace», altrimenti sconti per nessuno, come ha già dimostrato nei confronti dei suoi ex “compagni” dell’Udc.

Un pace che, però,  il primo cittadino non ha saputo gestire a livello amministrativo. È proprio di questi giorni lo sfogo avuto pubblicamente su Ottopagine contro i dipendenti comunali. Un braccio di ferro che ha caratterizzato gli ultimi mesi. Era il 6 novembre quando il sindaco, tramite un decreto, riorganizzava i compiti di quattro dipendenti, sin da subito fortemente contrari allo spostamento tanto da mettere in campo diverse forme di boicottaggio, una sorta di “ammutinamento” andato in scena a colpi di permessi e ferie.

«È stato un delirio – è sbottato il sindaco – c’è stata un’epidemia generale che ha coinvolto tutti i destinatari del provvedimento. Chi per due mesi non si è visto, chi ha chiesto l’aspettativa retribuita e, tranne chi ha subìto un delicato intervento, ma il resto...In un’azienda privata tutto questo non sarebbe mai potuto accadere perché sarebbero partiti i licenziamenti – dice senza remore. Vorrei dire ai dipendenti comunali: guardatevi intorno per rendervi conto di come sta chi non ha il lavoro e come state voi che avete la fortuna di lavorare sotto casa, di percepire uno stipendio pubblico». Parole nette, dunque, che fanno il paio con le critiche a chi, come l’ing. Aquino dell’ufficio tecnico, non vuole prendersi responsabilità, come è capitato per l’albero posto in piazza nel periodo natalizio, montaggio di cui proprio il sindaco si è fatto garante con le forze dell’ordine.

«La città di Atripalda si lascia alle spalle un annus horribilis – dice in una nota diramata ad inizio settimana da Vincenzo Moschella, FI – segnato da una serie di eventi che nulla hanno a che vedere con l’interesse della cittadinanza ma che inevitabilmente hanno finito con il condizionare la vita dell’ente stesso». L’elenco è lungo, si parte dalle varie crisi, prima annunciate e poi rientrate, fino al programma di governo: ambiente, alloggi popolari, manifestazioni pubbliche e culturali, mercato settimanale e alienazione di beni immobili. «Non inizia certo meglio il 2014 – rincara Moschella –  visto che proprio nei giorni scorsi è andata deserta una riunione di maggioranza convocata dal consigliere Landi per valutare le linee programmatiche, nel frattempo batte i pugni il Pd che chiede un altro posto in giunta e un paio di deleghe…e magari si riparte con i valzer, le crisi, le dimissioni e autosospensioni, le richieste, le tregue, le ridistribuzioni delle deleghe… insomma siamo alle solite!». Un quadro nero i cui attori sono chiamati, dopo un anno e mezzo di governo, a rimettere mano per indicare una svolta di qualche tipo.

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com