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    25/10/2026

Atripalda: conti in rosso al Comune ed ora c'è il bilancio

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Atripalda, il Centro servizi di via san LorenzoATRIPALDA - Tra le tante scadenze che scandiscono la vita amministrativa della Città del Sabato, ce n'è una che tiene col fiato sospeso la giunta a guida Spagnuolo: quella di venerdì 28 febbraio, termine entro cui presentare il bilancio di previsione 2014. Conti e carte alla mano, al momento è molto probabile che venga richiesta una proroga dei termini, pena un richiamo del prefetto per la mancata approvazione dell'importante documento. Se a maggio il governo cittadino "festeggerà" i due anni di vita, quello dei conti è stato il problema che costantemente ha caratterizzato la vita politica dell'ultima legislatura.

Durante la riunione di maggioranza della settimana scorsa, consiglieri e segretari di partito hanno provato a tamponare per l'ennesima volta una situazione senza dubbio drammatica. Il consigliere delegato, Mimmo Landi (Udc), ha addirittura minacciato di rimettere le proprie deleghe, una pratica ormai usuale da due anni a questa parte che ha contagiato un po' tutti i membri della maggioranza. Come procedere dunque al risanamento? Se da un lato le entrate da parte dello Stato diminuiscono sempre di più, dall'altro i tributi latitano a causa di una buona fetta di evasori (specie per quel che riguarda la Tarsu). Uno dei capitoli di spesa più gravosi rimane quello dei dipendenti comunali contro cui diverse volte si è scagliato il primo cittadino.

Si è vista dunque necessaria una decisione fino ad ora mai utilizzata: quella del taglio delle indennità di funzione - erogata in 13 mensilità - per sindaco, assessori e capisettore. Il responsabile del servizio finanziario (II settore), Paolo De Giuseppe, ha assunto un impegno di spesa per il 2014 di ben 45.312 euro. Una voce importante, al netto della quale l'accordo tra le parti punterà all'azzeramento degli straordinari riducendo al minimo i contributi. Un buco al quale si cerca di dare soluzione con la vendita del Centro servizi di via San Lorenzo, la struttura che doveva servire a beneficio delle piccole e medie imprese ma che ha finito per diventare una cattedrale nel deserto.

Un balletto che ha visto ribattere le posizioni di Comune, Xenus srl e Asl guidata da Sergio Florio. Ma la parola fine dovrebbe essere finalmente vicina: l'azienda romana specializzata nella ricerca e produzione di farmaci antitumorali, la Xenus, pare abbia già incaricato un notaio avellinese, Fabrizio Pesiri, dell'atto d'acquisto. La cessione porterebbe nelle casse dell'amministrazione 2 milioni 650 mila euro, cedendo l'immobile così com'è, in tre tranches: 650mila euro alla firma del contratto, 500mila entro un anno e 1,5 milioni fra due anni.

Sembra fatta dunque, anche se il manager Florio si era esposto nelle scorse settimane con una nota indirizzata al sindaco Spagnuolo proprio per l'acquisto da parte dell'Asl di Avellino. Un passaggio che viene rallentato dai già noti problemi di documentazione che Palazzo di città dovrebbe fornire. Una responsabilità più che mai politica, visto che continua ad aleggiare lo spettro della bancarotta sulla gestione comunale.

 

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