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    25/10/2026

Cairano, parte l’orto comunitario

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CairanoCAIRANO – Cosa ci resta se non la terra e l'acqua, il sole e l'aria? In Alta Irpinia a Cairano, 340 abitanti arroccati ai confini della Lucania, nelle terre interne del Mezzogiorno, parte l'Orto comunitario. Il progetto, ideato dall'associazione culturale l'Albero Vagabondo, apre – si legge in un comunicato – la stagione di Cairano 7X 2014, ed ha un valore fortemente simbolico e identitario.

A pochi metri dall'osservatorio geo-cosmico della rupe di Cairano, sulle sponde del lago di Conza, c'è uno dei panorami più belli delle terre dell'osso, una parte che ancora resiste all’immanente devastazione finto-energetica del paesaggio appenninico. Qui parte l'esperimento resiliente dell'Orto comunitario di Cairano, una scommessa lanciata alla popolazione che potrebbe sembrare una provocazione: tornare alla terra, mentre tutti la abbandonano. Restare anziché scappare. In queste terre non c'è ancora la cognizione necessaria a percepire l'attuale ritorno all’agricoltura; qui coltivare la terra non fa ancora tendenza, il ricordo della terra arcigna è ancora presente e le nuove generazioni la rifuggono. Ma è la capacità di adattarsi ai cambiamenti, quella capacità di resistere che si trova nelle situazioni più difficili, la possibilità di identificare risorse, di generare rete, di sviluppare rapporti e creare nuove relazioni felicitanti la premessa per avviare un esperimento di coltivazione comunitaria. Una ricerca dell’identità originaria attraverso relazioni tra vecchio e nuovo, tra interni ed esterni, tra la vita e la morte.

La comunità di Cairano avrà a breve un orto da curare; pomodori e fagiolini, peperoni e melenzane, fave e piselli saranno colori e sapori da comunicare e assaporare durante gli appuntamenti visionari di Cairano 7X (primo appuntamento ‘Recupera/Riabita’ dal 20 al 22 giugno prossimo) diretto da Dario Bavaro. Il gruppo iniziale è formato da Antonio Zarra, maestro dell'Orto e Sebastian Scura dell'Istituto Superiore Maffucci di Calitri, dagli indigeni senior Michele Vitiello e Giuseppe Frieri (papà dell'orto); ieri pomeriggio, 12 maggio, nei lavori di squadratura e irrigazione hanno collaborato Antonio Luongo, Claudio Ferraro e Giuseppe Di Domenico; attrezzature e semi rientrano nel supporto di Franco Dragone alla comunità di Cairano. Il progetto si inserisce nella campagna di sensibilizzazione e promozione degli orti biologici e sociali dell'Albero Vagabondo.

 

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