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    26/10/2026

Carife, in un manifesto il «j’accuse» della minoranza

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Una veduta panoramica di CarifeCARIFE – Si fa teso il rapporto tra minoranza e maggioranza amministrativa a Carife. L’avvocato Egea Capobianco, candidato sindaco nell’ultima tornata elettorale, e tutti i componenti della sua lista, in un manifesto comparso sui muri del paese hanno espresso tutto il loro disappunto verso la maggioranza accusandola di impedire l’accesso agli atti e di non consultarli quando si prendono decisioni importanti per l’intera comunità. “Rappresentiamo quasi il cinquanta per cento della popolazione – dichiara Capobianco – e non è corretto che si assumano decisioni senza minimamente tener conto del nostro parere”.

La discussione cade ovviamente sulla situazione socio-culturale in cui è piombata la comunità. “Nel nostro paese, dichiarano in molti, ormai non si discute più di niente. Le manifestazioni che si facevano, con grande successo, non si fanno più; la cultura è stata pressoché bandita e del museo, che doveva essere il fiore all’occhiello per l’intera Baronia e oltre, si sono perse le tracce. Dell’apertura di questa struttura si parla, da più di venti anni, solo durante le elezioni amministrative ed è facile comprenderne la ragione. A questo proposito, l’unica cosa fatta con immediatezza, all’inizio degli anni Novanta, fu la struttura. Un edificio di grandi dimensioni, costato un bel po’ di soldi, arredato in ogni sua parte e dotato di allarmi antifurto e antincendio, usato durante questo lungo tempo per altri scopi o rimasto chiuso ad ammuffire e, a mano a mano, a rovinarsi. A questo proposito, alla rovina sono destinate anche le tombe sannitiche, abbandonate, senza protezione, alla mercé dei fenomeni atmosferici, in quello che doveva essere il parco archeologico, testimonianza unica dei riti e degli usi che i Sanniti mettevano in atto durante la inumazione dei loro defunti.”

A sentire queste dichiarazioni, sembra che il paese sia “addormentato” come Biancaneve e resterà in questo stato almeno per altri cinque anni in attesa che arrivi un principe azzurro in grado di risvegliarlo.

 

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