GROTTAMINARDA – Luigi Lazzaruolo, già provveditore agli studi di Reggio Calabria e di Sassari, laureato in giurisprudenza, e per lungo tempo funzionario del Provveditorato di Avellino, aveva lasciato molti scritti che fino a questo momento erano rimasti inediti.
Oggi, grazie alla figlia, Maria Antonietta, sono stati pubblicati in un elegante volume dal titolo “Di che lacrime grondi e di che sangue”, curato dalla casa editrice Delta3 di Grottaminarda, e restituiti al giudizio dei lettori. Gli scritti affrontano due tematiche di grande rilievo nella storia dell’Italia unita.
“La prima parte – scrive la stessa Maria Antonietta Lazzaruolo – è costituita dal commento alle riflessioni del grande meridionalista Guido Dorso sulla conquista regia del Mezzogiorno, la “cui acuta e appassionata analisi fa emergere, in tutta la loro gravità, i limiti e gli errori che accompagnarono il compimento del processo unitario”.
Gli scritti della prima parte del volume sono racchiusi in cinque capitoli che affrontano, oltre ai temi legati alla questione meridionale e la conquista regia, “la questione meridionale nel pensiero di Dorso”; “l’interpretazione dorsiana dello “Stato storico” e del “compromesso istituzionale” ; “la classe dirigente meridionale”; “il revisionismo democratico della teoria della classe politica”.
La seconda parte del volume comprende note sul brigantaggio e tratta di “alcuni casi di malandrinaggio nella provincia di Avellino” verso i quali Luigi Lazzaruolo mantiene una posizione di grande equilibrio non mancando di sottolineare la grave frattura che si verificò tra lo Stato unitario e la società meridionale.
Questa parte contiene anche dei documenti relativi ai rapporti inviati al ministro degli Interni a Torino dal prefetto De Luca nel corso del 1863, e sull’uccisione del brigante Cianci di Montella.
Il libro è introdotto dalle prefazioni di Michele D’Ambrosio e dalla postfazione di Michele Miscia.




