MONTELLA – In occasione della festa di San Francesco celebrata ogni anno il 4 di ottobre, in anteprina nazionale avrà luogo il 2 ottobre presso il monastero di San Francesco a Folloni la presentazione del progetto filmico e teatrale Humilitate, ideato e diretto dal regista Giuseppe Falagario in stretta collaborazione con i frati francescani del monastero. “Humilitate” – si legge in un comunicato – vuole manifestare la semplice e fraterna accoglienza che viene offerta a quanti passano per questo santuario. La povertà del luogo e la sua ricchezza umana e culturale fanno di San Francesco a Folloni, un centro di crescita e di ispirazione cristiana.
Il monastero di Folloni è il primo e autentico convento francescano, ed è il luogo che Francesco, dopo il rifiuto al castello del feudatario del paese, scelse come riparo sotto l’albero di leccio dove venne poi costruito il monastero stesso. Il 2 ottobre, alle ore 21.00, avrà luogo la presentazione ufficiale del progetto filmico e teatrale che si propone di diffondere lo spirito francescano, di fede, umiltà, fraternità, minorità e servizio dell'amore autentico a Dio e ai fratelli. Spirito che continua a vivere oggi grazie alla presenza del convento. Altra novità sta nel fatto che gli stessi frati custodi del monastero di Montella hanno scritto la sceneggiatura insieme al regista Giuseppe Falagario, che ha come obbiettivo quello di propagare questo messaggio a tutti, con la realizzazione di filmati, non solo a partire dal territorio di Montella, ma nei vari luoghi che hanno visto il passaggio di San Francesco per portare a conoscenza di posti, testimonianze, miracoli e monasteri considerati "minori", ma che, conservano un patrimonio di vitale importanza per l'umanità. Un atto dovuto, nei confronti di chi dedica la vita al servizio del prossimo. Esplorazione che potrà diventare un appuntamento continuo, a disposizione di chi non ha avuto la fortuna di conoscerli. All’interno del monastero ci svolgerà la proiezione del documentario e di seguito, l'opera teatrale interpretata dalla compagnia Vernice Fresca. Il documentario contestualizzerà il periodo storico del 1221, e con un salto nel tempo il proscenio teatrale, rappresenterà i giorni nostri. La relazione del passaggio nel tempo, vuole indicare un punto fondamentale del progetto: possono cambiare le epoche, i costumi, il sapere, la tecnologia, ma non le radici che creano gli equilibri dell'essenza umana. Il nostro desiderio, è quello di diffondere il più possibile questo messaggio e mettere a disposizione di tutti, l'infinita gioia nel provare amore e rispetto della vita.
I miracoli di San Francesco a Montella
Il miracolo del leccio
Leggenda vuole che San Francesco, giunto a Montella, chiedesse ospitalità al feudatario presso il castello del paese. In assenza del signore, il castellano, ignaro della fama del poverello di Assisi, lo scacciò. Francesco, insieme ai suoi confratelli, si rifugiò allora nel bosco di Folloni, all'epoca infestato dai briganti, e passò la notte sotto un leccio. Quella notte nevicò abbondantemente senza sosta ma non toccò lo spazio né dell'albero, né il luogo ove i frati dormivano. Il castellano insieme a tutta la popolazione accorsero la mattina dopo, e assistito al miracolo, chiesero a San Francesco di lasciare nel luogo due frati affinché realizzassero un convento.
La reliquia del sacco di pane
Si narra che nell'inverno del 1224 i frati fossero rimasti bloccati dalla neve nella chiesa nel bosco infestato dai lupi. Stavano per morire di fame, quando sentirono bussare alla porta, dopo aver aperto trovarono un sacco pieno di pane con il contrassegno dei gigli di Francia. In quel momento Francesco d'Assisi era alla corte di Luigi VIII, e leggenda vuole che il santo avesse affidato agli angeli il pane per i suoi frati, chiesto per carità al re.
La tela del sacco fu conservata per tre secoli come tovaglia di altare. Nel Cinquecento cominciò ad essere spezzettata e distribuita come reliquia a diverse chiese e ai fedeli. Dopo la soppressione francese del convento, la reliquia fu trasferita nella chiesa Madre di Montella. Nel 1828, dopo la riapertura del convento, il vescovo di Nusco decise che la reliquia fosse divisa tra la chiesa Madre di Montella e quella di San Francesco. Nel 1998, fra Agnello Stoia riuscì a ritrovare gli ultimi frammenti del sacco, tra la soffitta del convento e la chiesa Madre di Montella. La reliquia è oggi conservata in un reliquiario realizzato appositamente e collocato nella cappella del crocifisso, a destra dell'altare della chiesa.
Miracolo di Montemarano
Cosiddetto dal titolo dell'affresco di Giotto, Assisi, basilica superiore, transetto destro: una nobildonna di Montemarano, figlia spirituale di San Francesco, era morta senza aver potuto parlare con il santo. Il santo, che era in viaggio per il pellegrinaggio verso Monte Sant'Angelo (grotta di San Michele), trovandosi dalla morta, la risuscitò. Poté così parlare con il suo direttore spirituale, e poi "morì di vecchiaia" successivamente... Questo miracolo è la conferma che San Francesco è almeno passato per il convento. Ma tradizione vuole che il convento sia stato fondato proprio da San Francesco.
La fontana del miracolo
A Nord-Ovest del convento sempre nel bosco di Folloni, si trovano i ruderi della fontana del miracolo. Si narra che Francesco, di ritorno dalla Puglia, si fermasse nuovamente a Montella, quando già era stato realizzato il primo nucleo del convento. Essendo torbide le acque del fiume Calore, per dissetare gli operai, fece sgorgare ai piedi di un cerro secco una sorgente di acqua limpida, sulla quale fu successivamente edificata la fontana. Della fontana non restano oggi che due lati delle mura e la pavimentazione.




