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    28/10/2026

Atripalda, le opposizioni fanno muro contro Spagnuolo

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Da sx: Moschella, Battista, Del Mauro, Pacia e StrumoloATRIPALDA – Fronte comune delle opposizioni contro l'amministrazione di Paolo Spagnuolo. Questo lo stato dell'arte nella città del Sabato, messo a nudo nel corso di una conferenza pubblica tenuta mercoledì mattina nell'ex sala consiliare presso la biblioteca Cassese. Forza Italia, Psi e Piazza Grande unite per fare il punto della situazione economica, finanziaria e politica specie dopo il voto favorevole del Consiglio (per un solo voto, ndr) alla vendita di parte del Centro servizi di via San Lorenzo alla Xenus s.r.l. per 2.650.000 euro, start-up farmaceutica con sede a Roma ma che opera principalmente all'università Federico II di Napoli. Presenti Massimiliano Del Mauro, Massimiliano Strumolo e il neo consigliere provinciale Vincenzo Moschella (Fi), Nunzia Battista (Piazza Grande) e Ulderico Pacia (Psi).

La questione del centro servizi, dunque, come pietra di paragone per valutare un'amministrazione giunta al giro di boa dopo due anni e mezzo. Una vendita che avverrà per lotti, per un totale di circa 5000 mq – come si legge sul sito della Xenus. Una vendita che, stando all'accusa delle opposizioni, è servita solo per “dare in pasto un pezzo di carta alla Corte dei conti per evitare il dissesto”, come fa notare Del Mauro. Ad oggi, infatti manca ancora la stipula fatta tramite atto notarile che consentirebbe al comune di acquisire subito nelle casse dell'ente circa 700 mila euro. Poi, la riscossione di ventitré rate da 14 mila euro, più la rata finale da 1 milione 700 mila euro.

«La procedura di affidamento del Centro Pmi alla Xenus ci appare francamente poco chiara, dice Battista. Già due anni fa i termini di acquisizione da parte dell'azienda furono chiusi per mancanza di requisiti. Il Comune aveva il dovere di riaprire il bando a tutti gli interessati, invece si è continuato con trattative sotterranee per favorire non si sa perché questa Xenus. Quando abbiamo contattato a Napoli la sede dove opera l'azienda, che in realtà è una start-up, ci è stato detto che quel dipartimento non esiste più. Che garanzie abbiamo come consiglieri e, ovviamente, come cittadini? La situazione non è affatto lineare». Dubbi confermati da Strumolo: «Si tratta di una start-up in attesa di finanziamenti. Noi non ci sentiamo affatto garantiti a riguardo». Senza dimenticare che i lavori di ristrutturazione che saranno necessari ad acquisto avvenuto, essendo il Pmi a ridosso dell'area del torrente Fenestrelle, potrebbero non essere autorizzati dalla Regione, che al momento tace.

«Il nostro sindaco ci ha accusato di aver usato in consiglio parole al limite della diffamazione – dice Del Mauro. La verità è che all'amministrazione serviva un pezza d'appoggio, una carta da dare in pasto alla Corte dei conti per evitare il dissesto finanziario. Oltretutto, da quello che sento, la Xenus non sarebbe nemmeno pronta a pagare tutto l'acconto, ma solo 100 mila euro accompagnati da una fideiussione. Il punto è che ad Atripalda in realtà si manifesta quello che è un vizio tipico del Pd provinciale: usare le istituzioni, in questo caso il consiglio comunale, per regolare i propri equilibri interni. Il caso delle dimissioni di Foti ne è l'ultima prova. Un Pd che ad Atripalda in consiglio viene giusto per alzare una mano nelle votazioni, senza aver conoscenza delle questioni affrontate. Se non inchiodiamo gli uffici e la parte politica alle proprie responsabilità non recupereremo mai questa città dallo stato in cui si trova».

Un opposizioni non strumentale, tengono a sottolineare. Lo ribadisce anche Vincenzo Moschella, neo eletto alla Provincia con il nuovo presidente Gambacorta: «Noi non facciamo demagogia né vogliamo essere faziosi, ma segnalare i problemi della città, che sono tanti e diversi. Dalle deleghe, alle spese per gli incarichi legali, al degrado ambientale, agli alloggi popolari: si è discusso moltissimo del piano alienazioni, ma come possiamo pretendere che un assegnatario rilevi abitazioni che necessitano di tutta questa manutenzione come a contrada Alvanite?».

«Sulla gestione finanziaria, conclude Del Mauro, ci rendiamo conto delle enormi difficoltà in atto, il punto è che l'amministrazione è particolarmente maldestra a riguardo. Nove consiglieri tenuti insieme da un pezzetto di scotch, la dimostrazione che una somma numerica può farti vincere, ma non è detto che si riesca a governare. Sul bilancio, superata la valutazione su evasori e morosi, il punto è dove prendere soldi veri se non si presenta alcun progetto serio. Manca una vera idea di città, questa è l'alternativa che proveremmo a mettere in campo per le elezioni del 2017. Anche con l'Udc nel caso, una forza che dovrà dare conto dell'ambiguità dimostrata finora».

 

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