CASSANO IRPINO – L’Arma rende omaggio alla figura di un valoroso carabiniere irpino, Filippo Bonavitacola, ucciso dai tedeschi l’8 dicembre 1944, poco più che trentenne, a Branova in Slovacchia, medaglia d’oro al valor militare. E lo fa, nell’anno del bicentenario della sua fondazione, con una solenne cerimonia svoltasi questa mattina a Cassano Irpino, il piccolo centro della Valle del Calore dove Bonavitacola è sepolto.
Alla commemorazione, preceduta dalla celebrazione della messa officiata da don Franco Celetta, parroco di Cassano, hanno preso parte, oltre i familiari della medaglia d’oro, il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano, il presidente del Consiglio regionale della Campania Pietro Foglia, il Procuratore della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo, il sindaco di Cassano Irpino Salvatore Vecchia, il sindaco di Montella (paese natale di Bonavitacola) Ferruccio Capone, il generale di brigata Gianfranco Cavallo, comandante della legione carabinieri della Campania, il colonnello Francesco Merone comandante provinciale dei carabinieri di Avellino, rappresentanti del Cobar carabinieri Campania. Al termine del rito religioso, presso il cimitero di Cassano, è stata deposta una corona di fiori sulla lapide del Caduto. È seguita la benedizione con un momento di raccoglimento. Il tutto – si legge in un comunicato dell’Arma – in una solenne cornice composta dalla Guardia d’onore in grande uniforme storica e impreziosito dalla presenza dei componenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri nonché di alunni e membri di scuole ed associazioni di Cassano Irpino.
Primogenito di sette fratelli, Filippo Bonavitacola nacque a Montella il 3 settembre 1914. Dopo aver assolto agli obblighi di leva ed aver ottenuto il congedo illimitato, venne richiamato alle armi il 14 gennaio 1939 e, assegnato al 2° Reggimento Fanteria, partì volontario per la campagna di Spagna ottenendo la croce al merito di guerra, la medaglia di benemerenza per i volontari e la medaglia commemorativa. Il 25 novembre 1940 venne richiamato nuovamente e il 28 giugno del 1941 giunse a Tirana per partecipare alla guerra d’Albania ove, nel giugno del ‘42 entrò nell’Arma dei carabinieri come ausiliare. Al momento dell'armistizio tra l'Italia e gli Alleati, Bonavitacola si trovava in Albania, a Berati. Si unì subito, così come fecero molti carabinieri della legione di Valona, ai partigiani albanesi e con questi combatté, sino a che non fu catturato dai tedeschi ad Elbasan. Destinato ad un campo di concentramento in Germania, riuscì ad evadere e si unì ai partigiani cecoslovacchi. Nuovamente tratto prigioniero, il valoroso carabiniere, per non aver voluto calpestare gli alamari strappatigli dai nazisti, fu condannato a morte dai tedeschi.
I resti di Filippo Bonavitacola furono riportati in Italia soltanto nel dicembre del 1994 e sono stati tumulati nel cimitero di Cassano Irpino, vicino al suo paese natale. Qui gli è stata intitolata una via e la caserma che a Montella ospita la locale compagnia carabinieri. Ricordano Bonavitacola anche strade di Roma e di Napoli e una piazza di Cassano Irpino.




