GESUALDO – “Come si evince dal piano territoriale regionale, la nostra provincia dovrebbe basare il proprio sviluppo sulla valorizzazione del settore agro-alimentare, delle colture tipiche irpine, dell’economia derivante dalle rinnovabili, delle bellezze paesaggistiche ed invece in questo contesto, da qualche anno, si è insinuato il pericolo delle estrazioni di idrocarburi. Evidentemente ciò che accade in Basilicata da qualche anno a questa parte non è servito a prendere coscienza delle gravi ripercussioni e della impossibile coesistenza tra petrolio e agricoltura. Lì, infatti, i numeri parlano chiaro e dicono che dal 2000 al 2010 le aziende del settore agricolo nella Val d’Agri si sono ridotte del 60% soprattutto per la paura di contaminazione dei prodotti locali e la percentuale di emigrazione, per lo più giovanile, è aumentata vertiginosamente facendo traballare inequivocabilmente l’equazione petrolio-innovazione-ricchezza”.
È quanto sottolinea Carlo Sibilia, parlamentare avellinese del M5S, che sabato prossimo, alle ore 17.00, prenderà parte a Gesualdo, presso Palazzo Pisapia, all’incontro-dibattito organizzato dal Meetup “Amici di Beppe Grillo” di Avellino sul tema “L’Irpinia del futuro”. Ai lavori, moderati dall’attivista Simona Russo, interverranno, oltre a Sibilia, i geologi Franco Ortolani e Vincenzo Briuolo, l’imprenditore Ferrante di Somma, i professori Luigi Frusciante e Riccardo Vecchio dell’Università Federico II di Napoli, la candidata alla presidenza della Regione Campania, Valeria Ciarambino, insieme agli aspiranti consiglieri del Movimento 5 Stelle.
“La scelta di parlare di estrazioni petrolifere proprio a Gesualdo – dichiara ancora Sibilia – ha un valore simbolico in quanto nel suo territorio è stato previsto un pozzo esplorativo in prossimità del centro abitato. Il paese, invece, ricco di bellezze storico-architettoniche notevoli e di testimonianze artistiche di grande valore, dovrebbe rappresentare un richiamo turistico ed invece l’ingordigia delle multinazionali sta creando gravi pericoli alla salvaguardia di queste ricchezze naturali e culturali”.
“È impensabile immaginare un territorio aggredito dalle trivellazioni petrolifere ma che allo stesso tempo dovrebbe mantenere la sua vocazione turistica e agroalimentare ed è proprio questa contraddizione che evidenzieremo nel confronto di sabato”.




