MIRABELLA ECLANO – Da diversi anni Mirabella Eclano può contare su una notevole attrattiva turistica costituita dal Museo del Carro, da quello dei Misteri in cartapesta, dal Museo di Arte sacra e dal Museo archeologico, quest’ultimo costituito dai reperti provenienti dell’antica città di Aeclanum, una delle aree archeologiche più importanti della provincia.
In questi anni le amministrazioni comunali hanno investito idee e risorse promuovendo varie iniziative attraverso la realizzazione di numerosi progetti culturali, sia per un’offerta sempre più competitiva sia per inserire il patrimonio culturale della città in un circuito turistico di più ampio respiro. Uno dei progetti più rappresentativi per la valorizzazione turistico-culturale denominato “Sistema Irpinia per la cultura contemporanea”, promosso dal Comune di Mirabella Eclano e finanziato dalla Regione Campania, attraverso Po Fesr Regione Campania 2007-2013 Ob. Op. 1.12., per circa 300.000,00 euro, ha coinvolto nomi di grande rilievo a partire da Andres Neumann, esperto di fama mondiale in tema di politiche culturali e del territorio, nonché artisti di rilevanza internazionale che vivono e lavorano sul territorio irpino.
Non vanno dimenticati inoltre gli annuali progetti redatti dal Comune, in base alla legge regionale n. 12/05, tesi allo sviluppo, promozione e valorizzazione dei musei di enti locali e delle raccolte in essi contenute, finanziati in parte dalla Regione e in parte da quote per diverse migliaia di euro a carico del Comune. Il tutto naturalmente in un’ottica indirizzata ad offrire un servizio che mirasse alla soddisfazione di chi chiede occasioni culturali, opportunità di socializzazione, di formazione, di espressione artistica, di ricreazione a partire dai bambini in età scolare fino agli anziani. I musei cittadini, in sostanza, come sostenuto dagli amministratori di ieri e di oggi, non sono solo dei contenitori per l’esposizione di oggetti del patrimonio architettonico-culturale della comunità, ma anche dei laboratori didattici, come quello della lavorazione della paglia, per il restauro del patrimonio dell’artistico obelisco di paglia.
E poi, molte le dichiarazioni finalizzate a ribadire che la politica di valorizzazione doveva e deve puntare all’inserimento del patrimonio culturale e storico della città in un circuito turistico di più ampio respiro. Ma al di là dei facili entusiasmi, di annunci sui giornali, di retoriche dichiarazioni da parte degli amministratori di turno, occorre tuttavia una debita riflessione sulla gestione dei musei e sulle ricadute positive in termini di turismo culturale generate sul territorio.
Che la cultura sia una leva strategica per lo sviluppo dei territori è ormai dato certo. Di conseguenza è più che giusto investire in cultura e quindi anche nei musei, ma in molti in paese si chiedono se sia opportuno destinare consistenti risorse comunali in programmi che in buona sostanza non sono stati in grado di produrre una ricaduta adeguata agli investimenti oltre che uno sviluppo partecipato. Del resto delle tante decantate iniziative, che hanno comportato un esborso di migliaia di euro dalle casse comunali, non è rimasta la benché minima traccia, o meglio qualche traccia è rimasta in alcune pagine di giornali e nella memoria di pochi intimi.
Per non parlare poi dello stato in cui versano, oggi, i musei che risultano chiusi in quanto la “Cooperativa sociale onlus Aeclanum”, con sede in Mirabella Eclano, che garantiva l’apertura-chiusura dei locali, da novembre 2014 non espleta tale servizio per scadenza dell’affidamento e non ancora si è conclusa la procedura per un nuovo affido. Si tratta del resto di una gestione di routine, che appare come una sorta di maquillage esteriore, in quanto la fruizione dei musei è destinata essenzialmente ai bambini in età scolare in attuazione degli “straordinari” progetti.
Sono senza dubbio utili iniziative, ma riscoprire e valorizzare la storia e il suo passato passa anche per l’efficienza delle strutture che ospitano i preziosi oggetti d’arte. Non poche sono le segnalazioni di cittadini che lamentano le modalità di accesso e gli elementi di criticità strutturale evidenziati soprattutto nelle sale del Museo di Arte sacra. Da tempo, infatti, oltre ad essere privo del regolamento di gestione e di accesso, in quest’ultimo museo mancano le più elementari tecniche di manutenzione dello spazio museale, delle apparecchiature e delle strumentazioni all’interno delle sale espositive insieme a diversi impedimenti nella fruizione del patrimonio esposto e al degrado delle struttura, come segnalato più volte dal periodico “La Fenice on-line”, organo ufficiale dell’associazione “Pro Loco la Fenice” di Mirabella Eclano.
Questa situazione ha fatto sorgere il sospetto che l’efficienza nell’offerta dei servizi, attraverso la necessaria manutenzione ordinaria, non sia considerata un fattore importante per la valorizzazione dei beni culturali, ritenendo che la semplice gestione, anche attraverso la realizzazione di progetti e/o dei laboratori didattici, sia sufficiente a creare nuove attrattive a livello turistico-culturale. Appare chiaro, quindi, che occorre “riflettere” un po’, sia da parte degli amministratori, ma anche e soprattutto da parte dei consiglieri di opposizione.




