CASTEL BARONIA – L’appuntamento è per sabato due maggio prossimo. La passeggiata ecologica, che è giunta alla settima edizione, proverà a mettere in mostra le bellezze paesaggistiche di questa antica terra, che ancora si celano nelle caratteristiche vallate che lo scorrere delle acque ha creato alle falde della montagna di Trevico. L’ente organizzatore, l’Associazione Pro-loco castellese, dedicherà questa giornata al comitato che si batte per impedire le trivellazioni petrolifere in Irpinia.
“La bellezza dei luoghi irpini, per certi aspetti ancora incontaminati, non meritano di diventare – dicono gli organizzatori – aree desolate dove il futuro sarà fatto di fumi maleodoranti, di fango e di deturpazioni selvagge”. Il raduno dei partecipanti è previsto in Piazza Pasquale Stanislao Mancini di Castel Baronia alle ore nove. Da lì si partirà per un itinerario che avrà come protagonista assoluto il territorio, il paesaggio e i colori. Il percorso sarà a tema e prevede la partecipazione di Franco Arminio, dei BraSsix e la piccola orchestra dell’Osso. Lungo la passeggiata, i partecipanti potranno fotografare i luoghi e gli elementi della natura. Al rientro, la foto ritenuta più bella ed interpretativa del tema “I colori della Baronia” riceverà un significativo premio. La giornata sarà rallegrata dalla degustazione di prodotti tipici del luogo offerti dalla Pro-loco.
La Baronia è situata all’estremità orientale della provincia di Avellino e ha rappresentato, nel tempo, uno degli snodi importanti nel traffico che si muoveva tra il Tirreno e l’Adriatico e tra le regioni del Centro Italia e lo Ionio. È stata abitata fin dalla più remota antichità. Tracce del Paleolitico sono presenti nei territori di Trevico e Scampitella mentre un villaggio del Neolitico medio è stato rinvenuto a Carife. Qui, la presenza di abbondanti tracce di ossidiana hanno consentito di ipotizzare traffici culturali e commerciali con aree molto lontane.
Nel territorio di Castelbaronia, in località Isca del Pero, sulla sponda destra dell’Ufita è stato rinvenuto un villaggio dell’Eneolitico con morti seppelliti in modo fetale. Furono i Sanniti a colonizzare questa zona nel VI secolo avanti Cristo prima che i romani li spazzassero durante le guerre che le consentirono di aprire la strada verso l’Oriente.




