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    30/11/2022

È scomparso Ettore Scola, il grande regista originario di Trevico

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Ettore ScolaAVELLINO – In lutto il cinema italiano ed il mondo della cultura per la scomparsa, avvenuta questa sera a Roma, di Ettore Scola, il grande regista italiano, che con i suoi film, in particolare i capolavori C’eravamo tanti amati, Una giornata particolare, La famiglia, La terrazza ha saputo raccontare i sogni e le speranze di un Paese, l’Italia, che cresceva tra non poche difficoltà ed andava incontro a continue trasformazioni e non poche storture.

In lutto l’Irpinia, la terra dove Scola era nato 84 anni fa, il 10 maggio del 1931, a Trevico, il centro della Baronia, il più alto dell’intera Campania con i suoi 1094 metri, dove il padre svolgeva le mansioni di medico condotto e dove era solito di tanto in tanto ritornare, soprattutto nel periodo estivo. Dal piccolo centro irpino partì Fortunato Santospirito, il personaggio protagonista di Trevico-Torino (Viaggio nel Fiat-Nam), il film che Scola firmò come regista e come sceneggiatore insieme con Diego Novelli e che racconta le vicissitudini di un operaio alla Fiat di Torino agli inizi degli anni Settanta.

In Irpinia Ettore Scola tornò nell’estate del 2001 per assistere in un’affollatissima Piazza Duomo – come attesta la foto che pubblichiamo e che lo ritrae mentre sfoglia il nostro giornale, L’Irpinia, allora periodico a stampa, insieme con gli amministratori dell’epoca, il sindaco Antonio Di Nunno, il presidente della Provincia Franco Maselli, il vice sindaco Antonio Gengaro – alla proiezione all’aperto del restauro di C’eravamo tanti amati, in occasione dell’assegnazione del Premio Camillo Marino. E proprio a Camillo Marino, animatore della rivista Cinemasud e fondatore insieme con Giacomo d’Onofrio del festival del cinema neorealista Laceno d’Oro, Scola s’ispirò per il personaggio di Nicola Palumbo, il professore cinefilo di Nocera Inferiore magistralmente interpretato da Stefano Satta Flores.

“Eccolo qui il mio Nicola Palumbo” ebbe ad esclamare lo stesso Ettore Scola abbracciando Camillo Marino nel corso di una manifestazione svoltasi nell’ottobre del 1997 nel castello Candriano di Torella dei Lombardi promossa dalla locale amministrazione e dall’assessorato alla Cultura della Provincia retto da Giuseppe Moricola.

 

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