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    29/04/2026

Prodigiosa giovinezza, nel libro di Capurso la biografia politica di Piero Gobetti

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Piero GobettiAVELLINO – “Conto sulla tua collaborazione assidua per la pagina meridionale. Mandami per il numero che la inauguri un articolo riassuntivo sull’opera del fascismo nel Sud. Bada che questa pagina la dovete fare voi: tu, Dorso, Bellieni, Isnardi, Tedeschi, Azimonti e gli altri amici meridionali. Se non riuscirà una cosa grossa sarà colpa vostra […]. Spero che si faccia una cosa degna. Rispondimi subito […] e manda scritti”.

È un passaggio della lettera che Piero Gobetti scrisse a Tommaso Fiore per sollecitare la sua collaborazione e quella degli altri meridionalisti, tra cui l’avellinese Guido Dorso, autore de “La rivoluzione meridionale”, al giornale “La rivoluzione liberale”, lettera ricordata da Giovanni Capurso nel volume Prodigiosa giovinezza. Biografia politica di Piero Gobetti (19 giugno 1901 – 15 febbraio 1926), casa editrice Progedit.

A cent’anni dalla morte del giovane intellettuale Piero Gobetti, editore intraprendente e martire antifascista, l’autore ci consegna una personalità capace ancora di dialogare con i grandi temi del presente.

Attraverso un recupero accurato delle fonti archivistiche l’autore ripercorre le tappe della breve, ma intensa vita del “giovane prodigioso”: la prima formazione, le frequentazioni con i principali intellettuali dell’epoca, gli interessi per il meridionalismo e il proletariato di fabbrica e la sua tragica morte.

Si tratta di una storia avvincente che continua ad interrogare i contemporanei. Penna pungente, scopritore di talenti e antifascista tenace e intransigente, Piero Gobetti è stata una figura singolare nella storia politica e culturale italiana.

La sua vita pubblica durò appena sette anni. Eppure, come scrisse Norberto Bobbio, si trattò di una “prodigiosa giovinezza”. Il giovane Piero, partendo dalla sua Torino proletaria, meglio di altri intellettuali, seppe leggere i grandi mutamenti in atto nel dopoguerra e intuire i pericoli legati all’avvento del fascismo come “autobiografia della nazione”.

Giovanni Capurso, attraverso un attento riesame degli scritti e delle fonti archivistiche, evidenzia alcuni aspetti del pensiero gobettiano che fino a oggi sono stati marginalizzati, come l’interesse per la “questione meridionale”, nato dalla conoscenza di Gaetano Salvemini e del gruppo degli unitari,  e come l’approfondimento della sua attività editoriale fino al nuovo progetto, dopo le ripetute vessazioni del Prefetto e la definitiva chiusura del giornale “La Rivoluzione Liberale”, di respiro europeo in Francia.

L’autore

Giovanni Capurso è saggista, storico meridionalista ed esponente del movimento pacifista. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo “La ghianda e la spiga. Giuseppe di Vagno e le origini del fascismo” (2021), finalista al premio Fiuggi Storia, la partecipazione alla collettanea “L’omicidio politico di un socialista” (2022), “La passione e le idee. La Puglia antifascista da Giuseppe Di Vango a Giacomo Matteotti” (2023) e “Libertà a caro prezzo. Gioacchino Gesmundo e le Fosse Ardeatine” (2024). È stato co-curatore del volume storiografico “La fatica dello Storico. Antonio Lucarelli. Carteggi: 1902-1952” (2024) e ha contribuito al progetto editoriale di Erf edizioni “Popoli resistenti” con “Italia e Palestina: storia di un’oppressione” (2025). Collabora con Fondazioni e Istituti di ricerca storica.

 

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