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    26/09/2017

Bonito, la street art per rendere omaggio a Salvatore Ferragamo

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Mostre2_boni_ferrag_millo.jpgBONITO – Dopo Tellas, Gola Hundun, Milu Correch e Giulio Vesprini e dopo un mese di esposizione nel convento francescano di Sant'Antonio con la mostra Impronte è arrivato a Bonito anche Francesco Giorgino, in arte Millo, per rendere omaggio con la sua street art a Salvatore Ferragamo, il calzolaio-imprenditore che nel piccolo paese irpino nacque alla fine dell’Ottocento e che, dopo il periodo americano, ritornò in Italia stabilendosi a Firenze che divenne la sua città di adozione.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dal palco del teatro Carlo Gesualdo, nel corso del suo intervento sulla riforma costituzionale, ha ricordato Ferragamo come un “grandissimo fiorentino” rivolgendo altresì un saluto ed un abbraccio anche alla moglie, signora Wanda Miletti Ferragamo.

Impronte, evento dedicato alla riscoperta di Salvatore Ferragamo attraverso l'arte pubblica, è arrivato dunque alla sua conclusione grazie all'intervento di Millo che, come gli altri artisti coinvolti nel progetto, ha realizzato un’opera traendo spunto dalla storia e dalla carriera dell’artista-artigiano.

Blind - questo il titolo dell'opera - si ispira alla più celebre delle calzature di Salvatore Ferragamo, la scarpa "arcobaleno" realizzata dal maestro per l’attrice Judy Garland. Il disegno pensato appositamente per la diva hollywoodiana – si legge in una nota – prendeva forma nel 1938, proprio durante le riprese de Il Mago di Oz, il film ispirato alla favola scritta da L. Frank Baum nel 1900 e diretto da Victor Fleming. In una delle prime scene, la protagonista Dorothy canta la canzone (Somewhere) Over the Rainbow scritta da Harold Arlen con testi di E.Y. Harburg, poi rimasta indelebile nella storia del cinema e della musica.

Il brano, le variopinte scenografie del film e una serie di circostanze storiche sono i presupposti per la creazione di questa scarpa. In quegli anni, infatti, Ferragamo cominciò a lavorare con il sughero sardo, materiale povero e assolutamente sconosciuto nel settore calzaturiero. Il fascismo imponeva l’autarchia e l’artigiano dovette adattarsi ai materiali che aveva a disposizione dando vita a innumerevoli ricerche e sperimentazioni con materiali inusuali, nacque così la zeppa di sughero, ancora oggi un must.

Con la sua opera Millo coglie tutta l’atmosfera magica e la storia racchiusa nella scarpa Rainbow e descrive l’essere umano nella sua incapacità di vedere, a volte, la magia di cui è portatore. Ci capita spesso di non accorgerci del nostro essere unici e speciali, così l’artista ci invita a guardarci dentro e a riscoprire la nostra bellezza. Tale bellezza è raffigurata come un arcobaleno che campeggia al centro dell’opera dove, una figura con gli occhi chiusi sostiene l’arco colorato sdraiata nel tipico scenario urbano fantastico di Millo.

La prima edizione di Impronte si chiude con questo prezioso contributo, nel frattempo hanno già preso il via i preparativi per l’edizione 2017.

 

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