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    19/06/2024

Sovra Esposti/Over Exposed, al carcere borbonico la collettiva di artisti contemporanei

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Mostre2_sova_esposti.jpgAVELLINO – Il Museo Irpino, in collaborazione con la Fondazione Videoinsight®, è lieto di presentare, dal 1 al 30 Luglio 2023, la mostra d’arte contemporanea "Over Exposed / Sovra Esposti", a cura di Andris Brinkmanis, con la direzione artistica di Rebecca Russo.

L’Esibizione inaugurerà il 1 luglio 2023 dalle ore 18.00 presso il complesso monumentale del carcere borbonico di Avellino e coinvolgerà artisti contemporanei internazionalmente noti.

La mostra collettiva unisce il passato e il contemporaneo attraverso le rappresentazioni artistiche, inserendole in un luogo di valore singolare sul territorio italiano; porterà una maggiore attenzione verso il meraviglioso territorio dell’Irpinia, frontiera vergine per il rilancio e lo sviluppo dell’Arte Contemporanea.

Il complesso monumentale del carcere borbonico di Avellino è un luogo unico, suggestivo ed evocativo per la sua storia, un monumento che incarna una determinata idea, epoca ed ideologia. Fu costruito nel 1826 dall'architetto Giuliano De Fazio, che si ispirò al pensiero del filosofo Inglese Jeremy Bentham,  l’ideatore e il promotore di un nuovo tipo di prigione, definita “Panopticon”. Merita una visita per la sua particolare cinta muraria di ispirazione illuminista in un caratteristico emiciclo.

La mostra “Sovra Esposti /Over Exposed“ ha preso spunto, nel titolo e nei contenuti,  dall’“onnivisione” possibile nel carcere borbonico, la cui struttura “panottica” permette  l’osservazione immediata di tutto il visibile al suo interno.

Le persone internate nel carcere panottico,  a causa della sovraesposizione e della totale mancanza di privacy, sviluppavano malattie mentali, come schizofrenia o dissociazione mentale.

Nella società contemporanea, siamo pesantemente e costantemente “Sovra Esposti”: al rumore, agli smartphone, ai media, all’inquinamento, allo stress, alle videocamere, alla videosorveglianza, agli algoritmi, ai raggi infrarossi, alle televisioni, a internet, all’intelligenza artificiale.

La quantità eccessiva di esposizione alle immagini, la velocità con la quale esse  stimolano la mente e il corpo, l’impossibilità di selezionare, in piena libertà, la qualità delle immagini assorbite, provoca superficialità, noia, assuefazione, omologazione.

Jean Luc Godard nel film “La cinese” affermava:  “Il faut confronter les idées vagues avec les images claires” (“Bisogna confrontare le idee confuse con le immagini precise”). Oggi viviamo in una totale confusione dei linguaggi, dove il flusso delle immagini sembra giustificare ogni cosa.

Non esiste un contesto migliore di questo ex locus horribilis, per cercare di mettere a fuoco uno sguardo diverso sul contemporaneo e presente.

L’Arte può aiutarci a reagire e a sopravvivere perché provoca la presa di coscienza, l’insight; risveglia l’occhio interiore, l’“Inward Eye” teorizzato dal poeta romantico  William Wordsworth.

Walter Benjamin sosteneva che “Nelle rovine del passato si risolvono gli enigmi del presente”.

Le opere d’arte scelte per la Mostra “Sovra Esposti  / Over Exposed” indicano possibili vie di fuga dalle prigioni contemporanee, non più fisiche , ma mentali, interiorizzate; suggeriscono percorsi di cura, interrogano e risvegliano le coscienze.

Si ringrazia la Provincia di Avellino, il Museo Irpino, la Fondazione Videoinsight® che ha prodotto la mostra.

Artisti: Marina Cavadini, Gianluca Capozzi, Gea Casolaro, Paolo Cirio, Gaia De Megni, Binta Diaw, Delio Jasse, Giulia Maiorano, Edoardo Manzoni, Elisabetta Mariuzzo, Elena Mazzi, Alessandra Messali, Stefano Serretta, Giulio Squillacciotti.

*  *  *

Rebecca Russo è filantropa, mecenate, collezionista d’arte contemporanea, psicoterapeuta, ricercatrice scientifica, curatrice.

Ha creato la prestigiosa Collezione Videoinsight®: una raccolta progressiva di opere d’arte contemporanea con impatto psicodiagnostico e psicoterapeutico.

Dal 2013 è  presidente della Fondazione Videoinsight®, istituzione no profit dedicata a scopi umanitari, che brilla per innovazione, integrazione, pionierismo.

La Fondazione è frutto dell’esperienza di promozione del benessere psico-fisico realizzata attraverso l’ideazione e l’applicazione del metodo Videoinsight®: la cura basata sull’interazione con selezionate opere d’arte ad alto impatto terapeutico.

Il metodo Videoinsight® è stato sperimentato  in medicina con risultati scientifici rigorosamente verificati, pubblicati e presentati in Congressi medici internazionali.

Obiettivi della Fondazione Videoinsight® sono la promozione e la prevenzione del benessere psicofisico della persona e della comunità attraverso l’esperienza del’Arte contemporanea;  la ricerca scientifica per l’applicazione del metodo Videoinsight® nella medicina negli ambiti di prevenzione, riabilitazione, sostegno e cura; la divulgazione internazionale del metodo Videoinsight® nei contesti del sostegno sociale, dell’educazione, dell’orientamento dei talenti e delle risorse umane, del miglioramento della qualità della vita; l’insegnamento del metodo Videoinsight® a livello post universitario, in ambito medico e artistico.

Il programma Videoinsight Art for Care è stato divulgato nelle Istituzioni della salute, dello sport, del lavoro, dell’educazione, della cultura,  per la  Prevenzione, la riabilitazione, il sostegno e la cura.

La Fondazione Videoinsight® ha creato 42 Videoinsight® rooms negli ospedali universitari nel mondo, ambienti per la visione di video d’arte contemporanea tratti dalla collezione Videoinsight® con potenzialità di promozione del benessere psicofisico.

Nel 2023 la Fondazione Videoinsight® propone al pubblico la  Mostra collettiva ‘Hater’, frutto di una open call per artisti finalizzata alla prevenzione e alla cura della violenza verbale, dell’odio, dell’arroganza, dell’invidia, dell’abuso relazionale nei social network. Nel 2022 ha lanciato l’esibizione "Love Bombing. Gaslighting", dedicata alla sensibilizzazione sul narcisismo patologico.

Andris Brinkmanis è un critico d'arte e curatore, nato a Riga e residente a Milano. È Senior Lecturer e Course Leader del Ba in Painting and Visual Arts presso Naba di Milano e Guest Associate Professor presso l'Art Academy of Latvia a Riga. È uno dei co-iniziatori del Critical Studies Department, collettivo Csd a Milano e del progetto “Education and (Anti)Institutions” creato in collaborazione con The Museum of Care e David Graeber Institute (2021-22) . I suoi progetti curatoriali più recenti sono “Panoptic Garden”, un programma pubblico di una settimana per il Padiglione dell'Uzbekistan alla Biennale di Venezia, con Sara Raza (Venezia, 2022); “Infanzia e storia” (Ocat, Pechino 2019); “Signals from Another World. Asja Lācis and Children’s Theatre” (Avto, Istanbul 2019), “Asja Lācis. Engineer of the Avant-Garde” (Biblioteca Nazionale Lettone, 2019), “2nd Yinchuan Biennale. Starting from the Desert Ecologies on the Edge” con Marco Scotini, Zasha Colah, Paolo Caffoni e Lu Xinghua (Yinchuan, Cina, 2018); “Mei Lan Fang and The Soviet Theatre” (Progetto di ricerca per “The Szechwan Tale. Theatre and History” alla Prima Anren Biennale di Anren, Cina e Milano nel 2018); “Signals from another world. Asja Lācis Archives” (Documenta 14, Kassel 2017); e “Disobedience Archive (The Park)” con Marco Scotini (Salt, Istanbul, 2014). Nel 2021 ha curato la pubblicazione “Asja Lācis. L'agitatrice rossa. Teatro, femminismo, arte e rivoluzione” (Meltemi). Brinkmanis collabora con riviste e pubblicazioni: Corriere della Sera, Alfabeta 2, Flash Art International, Monument to Transformation, South as a State of Mind, Arterritory e Studija.

 

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